È vero: tra Bari e Foggia c’è un’atavica rivalità che sicuramente va anche oltre il mondo del calcio. Ma recentemente, in occasione degli ultimi derby d’Apulia, le due tifoserie si sono concentrate insieme in un’unica battaglia: quella delle trasferte libere. «Vergogna, derby di Puglia»: recitavano alcuni striscioni messi in giro per i due capoluoghi in occasione di un divieto di trasferta ai sostenitori biancorossi. Senza dimenticare i vari comunicati delle due fazioni ultras, nemiche da sempre ma unite contro decisioni di questo tipo.

Negli ultimi sette derby - in pratica tutti quelli disputati nel nuovo millennio - soltanto una volta è stata concessa la trasferta libera: era il 26 novembre 2017 (il derby del gol di Galano al 92’) quando fu concesso ai tifosi del Foggia di godere dei loro diritti di tifosi e di recarsi al San Nicola. Trasferta che, tra l’altro, inizialmente venne negata dal Viminale prima di essere resa libera su richiesta dei sindaci delle due città. Nei tre derby giocati la scorsa stagione, la pandemia probabilmente ha servito un assist al Ministero degli Interni visti gli stadi vuoti per legge.

La domanda sorge spontanea: le tante chiacchiere delle istituzioni in epoca COVID-19 sul «calcio senza tifosi» dove sono andate a finire? Forse è arrivato il momento di prendersi qualche responsabilità: tanto vale non costruire il settore degli ospiti negli stadi, visto che d’ora in poi vedremo sempre più trasferte vietate.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 16 ottobre 2021 alle 20:09 / Fonte: tuttocalciopuglia
Autore: Redazione 3 TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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