Dopo anni di tentennamenti oggi è stata pubblicata la proposta della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) che costituisce il primo passo di un percorso condiviso e partecipato che porterà a individuare il sito dove realizzare il Deposito Nazionale delle scorie radioattive e il Parco Tecnologico. Il deposito è destinato a contenere in via definitiva i rifiuti radioattivi italiani di bassa e media attività. Un investimento totale di circa 900 milioni di Euro con oltre 4.000 posti di lavoro l’anno per 4 anni di cantiere.

Le aree hanno un'estensione di circa 150 ettari, di cui 110 dedicati al deposito e 40 al Parco. Il deposito -come riporta l'ANSA- avrà "una struttura a matrioska"; all'interno ci saranno "90 costruzioni in calcestruzzo armato, dette celle", in cui "verranno collocati grandi contenitori in calcestruzzo speciale, i moduli, che racchiuderanno a loro volta i contenitori metallici con all'interno i rifiuti radioattivi già condizionati". In totale saranno "circa 78mila metri cubi di rifiuti a bassa e media attività" a essere ospitati.

Ora partirà un periodo di circa sei mesi di consultazioni e incontri pubblici per portare, alla fine, alla definizione della località.

In Basilicata sono state individuate aree nei comuni di Genzano, Irsina, Acerenza, Oppido Lucano, Matera, Bernalda, Montalbano, Montescaglioso mentre nella vicina Puglia quelle selezionate sono tutte a ridosso dei confini lucani e ricadenti nei comuni di Gravina, Altamura e Laterza. Il numero totale tra Puglia e Basilicata raggiunge quota 17; le altre zone sono suddivise tra Piemonte (8), Toscana-Lazio (24), Sardegna (24), Sicilia (4).

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 05 gennaio 2021 alle 17:26
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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