Questa mattina dopo a rifinitura e prima di partire per Potenza nella conferenza stampa pre-match ha parlato il trainer del Rieti Ezio Capuano che ha detto: “A Potenza? Ci sono le mie origini, vivo a pochi km, ho tanti amici. Ho guidato la squadra nell’ultimo anno tra i pro, ne sono fiero. Fu il campionato della dignità. Salvammo sul campo una squadra estromessa da tutti i campionati. Ricordo l’abbraccio dell’ultima giornata. Ora, dopo 10 anni è tornata tra i pro con club solido. Ha un rapporto popolazione-gente allo stadio molto alto: porta l’8% della popolazione allo stadio. Noi andiamo al Viviani con umiltà, ma servono punti per la sopravvivenza: sarà la partita della vita, come solito. Anche perché –  aggiunge Capuano – è un campionato ancora lungo, se non ci sono gli 8+1 punti sulla penultima bisogna lottare. Come fanno i ragazzi in ogni allenamento”.

Squadra che vince non si cambia? Capuano non ha dubbi: “È la regola dei perdenti, incompetenti e deboli. Di chi non sa gestire” dice, secco, il tecnico. I ballottaggi sono tanti e lui vuole sorprendere l’allenatore avversario per mettere i bastoni tra le ruote e ottenere il massimo da una gara difficile, difficilissima. “Zanchi braccetto come contro la Viterbese? Lavoriamo sui codici, i nostri allenamenti non sono a caso. Nel derby, sapevo dove e come giocano Vandeputte, Pacilli e Polidori e ho preferito usare Zanchi come terzo di difesa e non esterno. Non rivelerò, però, se farò la stessa cosa col Potenza” ha aggiunto. Questo perché, per la prima volta, i lucani hanno deciso di eseguire allenamenti a porte chiuse: nessun vantaggio a Capuano, che sa leggere bene le partite e prima a ancora i training settimanali. “Un orgoglio che abbiano chiuse le parte. Conosco Guaita, Coccia e le loro qualità, non sono limitate. Vedremo”.

 

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 09 marzo 2019 alle 14:33 / Fonte: Rietilife.com
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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