A margine della presentazione del nuovo logo della Serie C, il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli rispondendo alle domande dei giornalisti presenti ha approfondito alcune questioni di attualità Riportiamo la sintesi.

I DANNI DEL COVID: "E' evidente che al nord da febbraio e nel girone C da marzo, i botteghini sono chiusi. La maggior parte degli sponsor hanno una visibilità stadio perché collegati al territorio. Questa situazione ci può portare a un crack e quindi bisogna ragionarci su. Lo studio sui danni del Covid al calcio prevedeva anche la ripercussione sul torneo 2020/2021 e per la Serie C è stato valutato in 80/100 milioni di euro di perdite. Lo abbiamo preannunciato ad aprile cosa sarebbe potuto verificarsi"

GLI STADI: "Ho il sogno che si riapra ad ottobre, se si va oltre la situazione può farsi pesante. Logicamente bisogna aspettare l'impatto dell'apertura delle scuole e poi vedere. Ma oltre ottobre diventa difficile". 

PICERNO-BITONTO: "Sulla questione Picerno-Bitonto, ci sono stati i tempi della Giustizia Sportiva. Gli atti sono arrivati a metà luglio, fin lì non c'era contezza del tema. Lì è stato messo in moto un meccanismo. Nella giornata di venerdì dovremmo avere la sentenza sull'appello, dovremo vedere cosa ne verrà fuori e insieme a FIGC, Lega Pro e Serie D bisognerà decidere come proseguire. Poi se bisognerà attendere il Collegio di Garanzia del CONI quello dipenderà dalla tipologia di sentenza". 

I GIRONI: "Se dovessi scegliere io, sceglierei gironi nazionali. In questo momento è irrealizzabile per il Covid e per i costi. Poi bisogna tenere conto dell'eterogeneità della Serie C. Nel direttivo ho detto: se troviamo una soluzione che abbia maggioranza, possiamo anche discuterne. Altrimenti saggezza vuole che per questo campionato non si cambia. Dopo di che mettiamo in piedi un gruppo di lavoro che discuta sul prossimo campionato. Siamo stato attenti ai costi, che logicamente possono variare". 

LE RIFORME: "Sulle riforme, me ne ricordo quando ero consigliere di A e B nei primi anni Duemila. Quando si discuteva sulla riforma, dicevo che andava adottata da lì a 5 anni. Avere un quadro davanti che dia un margine di tempo può spingere per migliorarsi. Chi vuol fare le riforme deve avere un tempo per metterle in campo. Poi bisognerebbe ragionare a sistema. Un ragionamento sui numeri, sui tagli, non mi ha mai convinto". 

CONCLUSIONI: "Tra qualche mese non possiamo più dire vorremmo, ma dovremo parlare di cosa abbiamo fatto. Se vogliamo rivedere la gente, i giovani negli stadi, dobbiamo partire da un percorso di questo genere. A me il nuovo logo piace, speriamo sia di buon auspicio".

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 10 settembre 2020 alle 14:01 / Fonte: Dario Lo Cascio - TuttoC
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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