Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, intervenuto al webinar "Lo sport tra i decreti attuativi EX L. 86/19 e la pandemia da Covid19: criticità, proposte e soluzioni", ha dichiarato: "Siamo di fronte a uno scenario nuovo. Faccio l'esempio della crisi economica del 1929. Ora siamo in una situazione come di guerra, nella quale la società civile viene falcidiata ma va avanti. Partiamo da un'immagine: perché gli Stati Uniti diventano la più grande potenza al mondo? Perché reagiscono alla crisi del '29 mentre il mondo era ripiegato su se stesso, rispondono costruendo grattaceli. Ci sono immagini che hanno fatto la storia della fotografia. Prima mi facevo cambiare i treni per recuperare un quarto d'ora di tempo, ora è un mese e mezzo che sono in casa. C'è un cambiamento in corso. Ora inoltre siamo in una dimensione casa-mondo: siamo chiusi in casa ma il virus è nel mondo. Sta cambiando anche la dimensione nella quale ci dobbiamo misurare. E l'Europa deve misurare la risposta, c'è una difficoltà, il continente non regge più certe dinamiche. Muteremo in un rapporto nuovo. 

Il 21 di febbraio io chiudo la prima partita, Piacenza-Sambenedettese. Non racconto le telefonate che ho ricevuto. Mi è stato dato dell'avventato. Speravo di esserlo, il paese avrebbe sofferto meno. Avrebbero detto "il solito Ghirelli". Quella notte chiamai le squadre di Veneto e Lombardia e dissi loro di non muoversi. Mi studiai l'ebola e la Sars. Noi stiamo nelle pieghe della società e abbiamo imparato a sentire il cuore della gente. Non critico la Serie A ma se guardiamo solo dal punto di vista dei nostri problemi, ci scolliamo dalla gente. 

Per noi c'è un rischio di continuità aziendale, siamo un grande impianto sociale al limite del no profit. Le 60 società hanno altrettanti proprietari che hanno aziende. Nel momento in cui dovranno decidere quali investimenti dovranno fare, giustamente prediligeranno l'azienda madre che dà lavoro a famiglia, dipendenti, operai. E il calcio si presenta fragilissimo di fronte a questo scenario. Il calcio è un riscatto sociale, è passione. Ma quando una famiglia deve tagliare, mette al primo posto il superfluo. Noi insegniamo alle ragazze e ai ragazzi il calcio, stile di vita, alimentazione, regole, giocare di squadra, li togliamo dalla strada e dalla droga. 

Si dice grazie a medici e infermieri ma prima di tutto bisogna chiedere loro scusa. Si consideravano in surplus gli ospedali territoriali, andavano tagliati. I tagli che sono stati fatti sono scelte scellerate. Se si spezza quell'impianto sociale di cui abbiamo parlato, del quale fanno parte ovviamente i Dilettanti. Quando stiliamo i bilanci non possiamo mettere il dato sociale.

Abbiamo calcolato un impatto sociale sulla stagione 2020/2021 con una perdita di 80 milioni. Stiamo lavorando per la cassa integrazione, altrimenti non ce la facciamo, con elementi che restituiscano una parte di liquidità. Il 4 maggio lavoreremo a un piano strategico. Discontinuità è la parola di fonda. Dobbiamo interrompere la cultura della politica dei fallimenti. E con lacrime e sangue andare al taglio dei costi, ripartire in modo strutturale, reinventare. E insieme a discontinuità c'è la parola coraggio. Altro che discutere di promozioni, quello scienziato che ha fatto uscire la proposta ha distolto l'attenzione su questo".

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 24 aprile 2020 alle 20:30 / Fonte: TuttoC.com
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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