Apprendo con grande tristezza della scomparsa di Gino Masperi, figura quasi mitica del calcio della nostra città e persona conosciutissima quanto stimata nella vita di ogni giorno. Ricordo in particolare una leva di noi ragazzini al Viviani credo a metà degli anni ‘60. Fu la prima volta che lo vidi da vicino, imponente ed autorevole, e lo sentii parlare con la sua cadenza tipica del basso Piemonte.

Concetti semplici e per noi, abituati ai cortili, agli spiazzi e alle “squadrette”, stupefacenti. Lo incontrai poi spesso negli immediati anni a seguire durante la fase di lancio e di affermazione del Club dei Fedelissimi e mi colpiva sempre la sua competenza e la sua innata serietà di approccio. Più volte come sappiamo è stato chiamato a reggere le cattive sorti della Prima squadra con successo ed abnegazione, per poi ritornare al suo lavoro con le giovanili e alla sua professione di impiegato. Penso che i calciatori titolari gli volessero bene e lo ascoltassero, anche i più difficili di carattere. Certo era uno spettacolo vederlo avviarsi verso le modeste panchine di allora con il suo elegantissimo cappotto blu’.

Quando ci incontravamo per caso per strada ci salutavamo con simpatia. Da quando sono andato via da Potenza non ho più avuto modo di vederlo, tranne forse in un paio di occasioni e me ne dispiace. Ritengo che il Potenza come società e la città stessa dovrebbero fare qualcosa di duraturo in suo ricordo, perché con lui se ne va un pezzo importante della nostra storia, un potentino di adozione, un vero sportivo e una persona per bene. Testimone di un calcio che ormai non c’è più e che voi stessi come Redazione tentate con impegno di tenerne viva la memoria in un mondo in cui tutto cambia in fretta. Vi sarei grato se vorrete estendere le mie più sentite condoglianze alla famiglia.

Francesco Malvasi

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 15 marzo 2022 alle 20:17
Autore: Redazione 3 TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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