Con ben 363 presenze e 119 reti realizzate tra Serie C e Serie D, Saveriano Infantino calciatore lucano e tolvese doc è senza alcun dubbio uno dei bomber più prolifici e più esperti della categoria. Classe 1986, ha vissuto moltissime esperienze in terza serie, tra tutte quelle con le maglie di Ischia, Matera, Teramo e Carrarese, dove per altro quest’anno è tornato a distanza di quattro stagioni. Per parlare di questo e di tanto altro, lo abbiamo contattato in esclusiva per il nostro sito, e lui, con grande disponibilità, ci ha rilasciato alcune dichiarazioni:

Saveriano, durante la tua carriera hai incontrato in due occasioni mister Agenore Maurizi, sia ad Ischia che a Teramo: che rapporto hai con lui? Quanto ha inciso sul tuo modo di giocare?

“C’è da dire che prima di incontrarlo non avevo mai segnato così tanto. Essendo lui una persona davvero preparatissima, mi ha aiutato davvero tanto, soprattutto sul come muovermi in area di rigore. Grazie ai suoi consigli ho acquisito maggiore consapevolezza dei miei mezzi, mi ha fatto crescere sia come uomo che come giocatore. È stata una tappa fondamentale per me e per la mia carriera: grazie a lui sono diventato un giocatore importante e soprattutto capace di esprimersi al meglio in questa categoria, per ciò gli devo davvero tanto”.

Ovunque tu abbia giocato, hai sempre segnato parecchi gol, ad Ischia, a Matera, a Teramo e a Carrara: qual è stato secondo te il punto di svolta della tua carriera?

“Forse, come ti ho detto, proprio ad Ischia, grazie a Maurizi! Da lì ho iniziato a fare davvero tanti gol, segnando in tutte le squadre in cui sono andato”.

Quest’anno sei tornato a Carrara, dove hai disputato 24 partite segnando 16 gol: a livello personale non puoi che essere soddisfatto, no? E a livello di squadra, si poteva far qualcosa in più, secondo te?

“Assolutamente, sono veramente soddisfatto perché, a metà febbraio, prima che venisse interrotto il campionato, ero già a quota sedici gol. Per un attaccante, arrivare a fare sedici gol a febbraio credo sia un traguardo davvero di assoluto livello, considerando che mancavano ancora undici partite più i play-off, quindi quasi un girone. Personalmente sono più che soddisfatto. A livello di squadra penso che effettivamente si potesse fare di più, siamo stati molto altalenanti: vincevamo una partita e ne perdevamo una, ne vincevamo due e ne perdevamo due. Si poteva fare sicuramente di più, siamo una squadra forte ed esperta, con tanti giocatori di categoria superiore, però non siamo stati continui come avremmo voluto”.

Riguardo invece la situazione attuale, come la stai vivendo personalmente? E a livello di squadra? Sperate di poter tornare a giocare?

“Sicuramente per ogni calciatore dover stare in casa e non potersi allenare al campo credo che sia una sensazione orribile. La soffriamo tanto, ci manca tanto il pallone e il campo. È una situazione surreale. Noi speriamo di poter tornare in campo, altrimenti vorrebbe dire fermarsi fino a settembre a livello di gare ufficiali, escludendo ovviamente la preparazione. Non giocare per così tanto sarebbe davvero un brutto colpo, speriamo che questa situazione si risolva il prima possibile”.

Ti faccio un’ultima domanda: nonostante i tuoi ormai 34 anni, speri ancora di approdare in Serie B e di poterti giocare le tue carte?

“Allora innanzitutto ho trentatré anni e non trentaquattro, li faccio a settembre (ride, ndr)! A parte gli scherzi, assolutamente sì, credo che ogni calciatore sogni di poter arrivare in Serie A o in Serie B, a qualsiasi età. E poi, se un calciatore smettesse di sognare, credo che non vivrebbe più. Io, a trentatré anni, sogno ancora di poter andare in Serie B e di giocarci!”.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 02 maggio 2020 alle 18:58 / Fonte: notiziariocalcio.com
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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