Quando le cose vanno male, quando non si riesce ad esprimersi per quelle che sono le proprie qualità, la cosa peggiore da fare è adattarsi, abituarsi o addirittura crogiolarsi nello status delle cose. Massime che mai come ora si adattano alla condizione, tutt’altro che positiva, in cui versa il Potenza. Una squadra in difficoltà da mesi e che, al netto di qualche miglioramento ed alcuni illusori risultati non sta riuscendo a venir fuori dal proprio momento-no e tornare sui suoi standard.

Come riuscirci? Ovviamente a trovare la soluzione dovrà adesso essere mister Gallo con il suo staff.Devono essere gli interpreti, professionisti seri che, quando le cose non vanno, sono tenuti a comprendere che l’impegno da profondere non è sufficiente. Devono lavorare di più e meglio. Tutto facile, a parole.

I fatti della nostra quotidianità ci insegnano invece che superare un ostacolo, un momento di “blocco”, è tutt’altro che semplice, soprattutto se si ha la pressione del tempo ad incombere. C’è spesso la necessità di un aiuto “esterno” a noi, al nostro “gruppo”. Tornando al Potenza, un aiuto ambientale. Che nel calcio c’è sempre stato, soprattutto in un "Viviani" celebre per il suo calore. Quel tifo che è ricordo lontano e compagno smarrito in epoca di Covid.

Come sarebbe stato il cammino degli ultimi due mesi se Coppola e compagni avessero avuto il pubblico rosso-blù fisicamente al loro fianco? Tra sostegno e strigliate salutari, siamo pronti a scommettere che sarebbe stato diverso. Una scommessa senza posta e senza vincitori, purtroppo. Eppure da questa storia un vincitore può venirne fuori: il Potenza qualora la squadra riesca a consapevolizzare che la forza che non può arrivare dal contesto, può e deve arrivare da loro.

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 08 febbraio 2021 alle 20:36
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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