A Potenza Stefan Jansen non lo ricordiamo per le sue prodezze calcistiche ma soprattutto per il famoso transfert che per settimane tenne sulle spine i tifosi rosso-blù che poi per vari motivi non riuscirono a godersi le prestazioni della punta olandese....e per chi lo ricorda a Potenza correva l'anno del signore calcistico 1998/199. Adesso l'olandese è un procuratore intermediario calcistico internazionale con Jansen che ha rilasciato una intervista al giorbale Cronache di Salerno che vi proponiamo nella quale ha parlato anche Mino Raiola.

Dici Raiola e sai di cosa stai parlando. Negli ultimi trent’anni aveva mosso il destino di tantissimi giocatori di alto calibro, i top player, e tantissimi sono i club con i quali aveva ‘collaborato’, per rinforzare i vari club. Mino di Angri, trapiantato ad Haarlem, Olanda. Eppure l’italiano lo conosce solo grazie alle ripetizioni estive della nonna, ma nel suo bagaglio ci sono ben sette lingue. Le condizioni fondamentali, insomma, per lavorare oltre confine, oltre che un arguzia fuori dal comune.

Nei primi affari in Italia, Roy, poi Winter e Bergkamp c’è il suo zampino, appunto, faceva il traduttore. Poi capì che quella dote, quella di imparare velocemente una lingua, gli poteva dare di più. Siamo a metà degli anni ’90, precisamente è l’estate del ’96 quando conobbe Beppe Cannella, il quale all’epoca faceva il mercato della Salernitana di Aniello Aliberti. È da qui che parte un altro piccolo pezzettino di storia granata che raccontiamo grazie a Stefan Jansen, ragazzone di Veghel, che arrivò a Salerno prima di giungere a Potenza insieme a Michael Ferrier.

Ecco le parole di Jansen su Raiola.

«Mino era, soprattutto, un grande uomo, lavorava sempre per il bene dei giocatori, anche quando si trattava di litigare con una società. Mi piaceva tanto perché mi parlava in maniera diretta e chiara. Mi ha aiutato quando non riuscivo ad adattarmi a Salerno. Non dimenticherò mai la conferenza stampa di presentazione: lui in mezzo tra me e Ferrier, in una sala piena di giornalisti».

Ci saranno mille aneddoti, ce ne racconta uno?

«Con lui tantissimi, ma a Salerno uno in particolare: il nostro incontro notturno con Zdeněk Zeman al Jolly Hotel dopo l’amichevole estiva pre-campionato contro la Lazio che vincemmo 2-1 (io segnai anche un gol). Mi ha aiutato tanto nella mia carriera. Era sempre disponibile alle mie domande. È un grande perdita per il calcio mondiale. Mi mancherà tanto, devo molto a lui».

Si può dire fosse olandese come te, poiché è cresciuto ad Haarlem. Dal vostro primo incontro poi la Salernitana?

«Conobbi Mino quando giocavo al Cambuur in Olanda. Invitò il DS Cannella in Olanda, c’era l’interesse della Salernitana…».

Oggi sei un procuratore, come Raiola. Dove sono i tuoi assistiti?

«Ho lavorato spesso come intermediatore tra agenti olandesi e le società italiane. Ora ho due giocatori in Italia: Eric Fernando Botteghin all’Ascoli e Don Bolsius del Campobasso, che è in prestito dalla Fermana. In questo periodo la mia attenzione stiamo trattando dei giocatori olandesi, veri talenti che si faranno sentire».

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 03 maggio 2022 alle 20:23 / Fonte: Cronache di Salerno
Autore: Redazione 1 TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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