Marco Tardelli, campione del Mondo a Spagna 82 ed attualmente commentatore Rai nel programma La Domenica Sportiva, nonché candidato in pectore alla presidenza dell’Assocalciatori, ha parlato alla Gazzetta dello Sport della riforma della Lega Pro:Non è la A il problema, è il calcio minore. La Serie C. Con un paio di squadre, Siena e Sicula Leonzio, che non possono iscriversi. Con stipendi arretrati ancora da pagare. Con la regolarità dei campionati a rischio. Con altre situazioni che scoppieranno come sempre durante l’anno. Avevo sperato che il lockdown fosse un’occasione per le riforme indispensabili, per cambiare finalmente il calcio. L’abbiamo persa. Ma lo sanno tutti che il sistema non è più sostenibile. Tutti sanno tutto, ma da anni non si agisce. Solo che non può andare avanti così, tra aiuti federali e dello Stato. Fino a quando?”.

Parla già da candidato alla presidenza, anche se si definisce “Potenziale candidato: finché non abbiamo la data, chissà quando, nessuno può presentarsi”. Poi però sembra già quasi stilare un programma di azione:  “La riforma di Spadafora era qualcosa, c’erano anche idee buone che sostengo da tempo. Niente. Rimesso tutto in discussione. Idee? Cancellazione graduale del vincolo. Professionismo femminile. Tutela del calcio dilettantistico. Valorizzazione dei giovani. Ora l’Aic può e deve mettersi in moto. Deve essere determinante nel sistema. Serve trovare la forza in se stessa, non cercare alleanze per avere potere. Tutelare i calciatori. Aiutare a smentire la credenza che siano tutti ricchi e viziati. Deve sostenere tutti, fino all’ultimo ragazzo di Terza Categoria. E aiutare per il dopo carriera dei meno fortunati, quando tutto è più difficile. Quello che c’è ora non è sufficiente. I calciatori devono essere al centro”. 

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 08 agosto 2020 alle 19:41 / Fonte: calciofere.it
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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