Uno spettatore morto - il quarantottenne Giuseppe Plaitano - ed una settantina di feriti, fra i quali figurano alcuni funzionari di Pubblica Sicurezza e numerosi agenti, costituiscono il tragico bilancio degli incidenti accaduti ieri durante lo svolgimento dell'incontro fra la Salernitana ed il Potenza, nel quadro del campionato di serie C, girone C. Il tifoso deceduto è stato trovato privo di sensi sulle gradinate, quando la mischia che si era accesa in campo e sugli spalti stessi ha avuto un attimo di tregua. Soltanto l'autopsia, che verrà eseguita oggi, potrà precisare le cause della morte del Plaitano; i medici degli Ospedali Riuniti, dove il poveretto è stato trasportato decedendo durante il tragitto, propendono per il soffocamento o il collasso cardiaco. Intanto, è intervenuta a chiedere l'autopsia anche la Procura della Repubblica: questo per avere una chiarificazione definitiva circa le cause del tragico evento. Fra i cinquanta feriti che hanno fatto ricorso alle cure dell'ospedale (molti si sono recati presso medici privati) il più grave è il dodicenne Michele Napoli che è stato travolto dalla folla. Sono pure nel numero dei colpiti il commissario Ugo Costabile, capo gabinetto del Questore, il tenente della "Celere" Gaetano Parasole, cinque Vigili del Fuoco, alcuni agenti e carabinieri e l'autista del Questore di Salerno, Achille Tortolano. Teatro degli scontri è stato il campo "Vestuti". Diciannovemila spettatori assistevano all'incontro, ed il Potenza era andato in vantaggio al 42’ del primo tempo con un goal della mezz'ala destra Viacava. Al 30° della ripresa, poiché l'arbitro Gandiolo aveva rifiutato un rigore a favore degli ospitanti, il pubblico, che reclamava quella punizione in quanto un giocatore potentino aveva atterrato l'ala destra Visentin nell'area dei calciatori lucani, cominciava ad inveire. Uno spettatore sgusciava sul campo tentando di aggredire l'arbitro, ma veniva fermato e riaccompagnato fuori; intanto altri esagitati, volendo anch'essi assalire il direttore di gara, facevano uno squarcio nella rete, cercando di raggiungere l'arbitro. Erano subito bloccati ed espulsi. A questo punto, però, una massa di oltre duecento persone, irrompendo dalla rete ormai aperta, entravano sul prato. Questa volta i carabinieri e gli agenti, vistisi circondati e temendo che potessero venir gravemente feriti l'arbitro e i giocatori del Potenza, cominciavano a usare lacrimogeni. Poi, risultate inutili tali bombe e vedendo la massa che si avventava minacciosa, erano costretti a sparare in aria. I tafferugli, già in corso con furibondi pugilati tra guardie da una parte e scalmanati dall'altra, si trasformavano, udendo gli spari, in una corsa frenetica e nella furia rimanevano travolte numerose persone. I tifosi più esacerbati non hanno però lasciato lo stadio, ed hanno assediato giocatori ospiti ed arbitro negli spogliatoi. In alcune dichiarazioni fatte ieri sera ai giornalisti, il direttore degli Ospedali Riuniti di Salerno, dott. Achille Napoli, ha dichiarato che, per quanto riguarda lo spettatore deceduto durante gli incidenti avvenuti nel corso della partita di calcio Salernitana-Potenza, "il cadavere non presenta alcuna ferita provocata da arma da fuoco. È stata, invece, riscontrata - ha aggiunto il dott. Napoli - una grossa ecchimosi nella parte alta del torace. Si ritiene, pertanto, che le cause del decesso siano da ricercarsi nello schiacciamento del torace. Ciò sarà accertato nel corso dell'autopsia". Quanto alle condizioni dei feriti e dei contusi, il direttore degli Ospedali Riuniti di Salerno ha precisato che "nessuno desta serie preoccupazioni". Alle 23 di questa sera, l'arbitro Gandiolo, i segnalinee e tutta la comitiva della squadra del Potenza si trovavano ancora negli spogliatoi dello stadio di Salerno, sotto la protezione delle forze dell'ordine.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 28 aprile 2020 alle 20:22 / Fonte: Stampa Sera.
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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