Ha ammesso di non aver frequentato ultimamente lo stadio Viviani il patron del Potenza Macchia, moderatamente passionale, racconta di aver avuto una precedente esperienza diretta nel calcio 23 anni fa quando aiutò il Rionero nell'Eccellenza lucana quando accogliendo l'invito di alcuni amici accettò l'incarico di presidente, facendo ben chiaro che "Se il presidente sono io, decido io" e già allora puntò sui giovani infatti trasferì nella città vulturina gran parte dei giovani del Venosa che avevano fatto benissimo. Con 7/11 di ragazzi terribili il campionato iniziò male con 5 sconfitte e creando qualche malumore tra la tifoseria bianconera ma poi una serie impressionante di vittorie che portarono alle pendici del Vulture molti osservatori e si valorizzarono talenti come Marolda e altri tre che sono stati protagonisti nelle serie superiori.

Questo il concetto di base, ripetuto più volte durante la conferenza stampa di presentazione al Viviani, e insieme a dare dignità alla società servirà tempo e pazienza, ambizioni inalterate ma con programmazione e a piccoli passi. Ma il tifoso potentino che Macchia definisce "dal palato raffinato e competente" fino ad essere considerato un "patrimonio" della città e per il Potenza ultimamente abituato, tra alti e bassi, a stagioni comunque importanti riuscirà ad avere pazienza? La risposta è netta: "Il modello è questo, se i tifosi ce lo permetteranno andremo avanti altrimenti pronti a cedere il posto..."

Un avviso ai naviganti, ma assolutamente condivisibile, il calcio di oggi è programmazione e investimenti nelle strutture come la Cittadella dello Sport di cui parleremo successivamente, come afferma il neo presidente rossoblu "Il Potenza va sognato, vissuto ed amato".

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 13 giugno 2022 alle 16:44
Autore: Redazione 3 TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
vedi letture