Una media punti di 1,53 a partita, 59 presenze sulla panchina del Monopoli. Da ieri Giuseppe Scienza non è più l'allenatore dei biancoverdi, un'esperienza di un anno e mezzo con tanti alti e qualche basso, impreziosito dai due play-off consecutivi. E un rapporto con la Puglia cresciuto nel tempo: prima al Foggia da calciatore, poi protagonista con il club del patron Onofrio Lopez. TUTTOcalcioPUGLIA.com ha intervistato proprio l'allenatore cinquantaduenne, ora libero di trovare una nuova collocazione.

Come mai si è arrivati a questa separazione?
"Inizialmente volevo capire se potevo avere ancora la stessa forza di questi anni, ho sacrificato molto la mia famiglia. La società mi ha lasciato una settimana per capire, ha insistito affinché io tornassi giù, avevamo concordato alcune cose e che poi ieri non si sono concretizzate. Sono stati due anni meravigliosi e che porterò nel cuore, così come una terra che ho amato fin dal primo giorno. Pazienza, guardo avanti, senza polemica o rancore. È una società a cui voglio bene, ho dato tutto ciò che avevo. Con il mio staff abbiamo lavorato in maniera esemplare, abbiamo sopportato anche diverse situazioni venute a crearsi per questioni di sfortuna".

Lascia comunque una base molto solida. Può considerarsi la fine di un ciclo?
"È una squadra solida, così come la sua società. Chi arriva avrà la strada spianata, anche se non so chi rimarrà e chi andrà via. Ma non parlerei di fine ciclo: ci sono le possibilità per continuarlo, in giro ci sono tanti allenatori bravi. Si era creata una bella alchimia, il gruppo è sempre stato unito e compatto. Tanti hanno preso consapevolezza, parlo di Donnarumma, Paolucci, Zampa. Anche Mangni, arrivato da noi zoppo, e diventato calciatore da doppia cifra. Il lavoro è oggettivo, lascio un impianto solido".

E lascia un pubblico che è sempre stato dalla sua parte.
"È straordinario. Non abbiamo avuto quello degli anni novanta in cui c'era più gente, ma era un altro periodo. Il nostro pubblico è stato fantastico. Ho avuto un paio d'incontri con i gruppi organizzati, quello dei fedelissimi. E ho trovato un gruppo culturalmente evoluto, gente di un certo livello in città. Poi è chiaro che quando si perde il tifoso disperde un po' di entusiasmo, ma non abbiamo mai avuto una contestazione, sono sempre stati accanto a tutti noi".

Cosa porterà nel cuore di questa avventura?
"Non ho che momenti belli, porto la qualificazione dello scorso anno ai play-off, la vittoria col Rende, il pareggio di Trapani. Ma il 5-0 al Catania è stato sicuramente il top, resterà nella storia del club come uno dei successi più prestigiosi. La ciliegina sulla torta della mia carriera fin qui".

C'è qualche rimpianto per come è andata questa stagione? Cosa non è andato nel girone di ritorno?
"Ce ne possono essere, abbiamo perso dei giocatori importanti per infortunio soprattutto in attacco. Non abbiamo avuto per tanto tempo i calciatori al top della forma e in queste categorie sono fondamentali per fare la differenza. A gennaio avremmo potuto fare qualcosa in più per migliorarci, sono stato un po' troppo aziendalista. In quel momento forse sarei dovuto essere un po' più rompiscatole...".

Adesso il futuro di Scienza? Le dispiace non disputare un girone C come quello del prossimo anno?
"Il girone meridionale sarà una piccola Serie B, a me dispiace però non allenare il Monopoli. Ma non ci faccio conto, l'importante è poter lavorare seriamente. Sarebbe stata un'esperienza straordinaria, soprattutto il derby col Bari che il pubblico biancoverde attende da tanto questo momento".

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 30 maggio 2019 alle 21:00 / Fonte: TuttoCalcioPuglia.com
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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