Si è chiusa una lunghissima e logorante stagione regolare in Serie C. Adesso tocca ai playoff, ma in queste 38 giornate in tanti si sono distinti più degli altri. E' stato complicato stilare una Top 11 stagionale, perché fare una selezione tra i molti giocatori del Girone C che hanno fatto bene, per non dire benissimo, è impresa ardua. Molti sono rimasti esclusi, ma una scelta andava fatta.

Ecco quindi la Top 11 stagionale per il Girone C targata TuttoC.com:

PORTIERE

Paolo Branduani (Juve Stabia): difficile, se non impossibile, togliere la palma del miglior portiere del Girone C a Paolo Branduani. L'estremo difensore delle Vespe è stato, a lungo, il portiere meno battuto d'Europa e forse del mondo. Con una serie che sembrava infinita di clean sheet. Sulla sua solidità la Juve Stabia ha costruito in gran parte il meritato successo finale. Ulteriori parole sarebbero superflue.

DIFENSORI

Emerson Ramos Borges (Potenza): in un Potenza che è stata la sorpresa del girone, col quinto posto finale, Emerson è stato una delle note più liete. Espertissimo, ad agosto saranno 39 le candeline da spegnere, gioca con la verve di un ragazzino, forte di un sinistro che merita e ha conosciuto ben altre categorie. Un difensore di ruolo, un regista di fatto, all'occorrenza anche un esterno. Senza mai perdere il vizio del gol, ne ha segnati ben sei tra campionato e Coppa, e senza saltare neanche un minuto in stagione. 

Zhivko Atanasov (Viterbese): il bulgaro può essere a ragione eletto come uno dei simboli di questa Viterbese. E' uno di quei giocatori che davvero non mollano mai. Non è un caso se sua è la rete che è valsa ai laziali la conquista della Coppa Italia Serie C e l'approdo diretto alla fase nazionale dei playoff. Sarà sicuramente lui uno dei condottieri di questa Viterbese. 

Alessandro Minelli (Rende): difficile vedere un classe '99, per di più in un ruolo delicato come la difesa, giocare a questi livelli. Completiamo quindi il reparto arretrato della nostra Top 11 stagionale con Alessandro Minelli, un talento di proprietà del Parma che il Rende, e soprattutto mister Modesto, hanno lanciato nel calcio che conta. Con grandissimi risultati. Come d'altronde visto quest'anno con Borsellini, Borello, Awua. Neanche vent'anni ma già tanta, tantissima qualità. 

CENTROCAMPISTI

Niko Kirwan (Reggina): era arrivato forse un po' in sordina Niko Marco Patrick Kirwan, neozelandese con ascendenze italiane, uomo di fascia e non solo, dopo una stagione discretamente positiva col Mestre. In amaranto si è preso tutto: posto da titolare, elogi, affetto dei tifosi. Non si è fatto mancare un gol da cineteca contro la Casertana che ha spedito i calabresi ai playoff. La sua haka, la tipica danza maori usuale nel rugby - suo padre è stato campione del mondo con gli All Black per la cronaca - è ormai un rito per caricare i compagni di squadra. 

Michael Folorunsho (Virtus Francavilla): diciamocelo, nella scorsa stagione qualche colpo di testa, non materiale ma figurato, aveva fatto pensare che questo classe '98, scuola Lazio, fosse un po' genio e tanta sregolatezza. Ma la sregolatezza è stata abbandonata, sostituita dalla grinta, e le qualità sono cresciute esponenzialmente. Un punto fermo nel centrocampo biancazzurro, uno dei trascinatori di questa splendida Virtus Francavilla. Non è un caso che su di lui sia piombato il Genoa. 

Francesco Lodi (Catania): undici gol in campionato che parlano da soli. Sì, sette sono arrivati su calcio di rigore, ma bisogna pur metterli dentro. Lui è uno specialista e non solo. Se poi ci aggiungiamo altre due reti in Coppa e otto assist complessivi, non si può non sottolineare come Ciccio Lodi sia ancora uno di quei giocatori che fanno la differenza. Il Catania si affiderà a lui per provare a spezzare la maledizione dei playoff. 

Francesco Corapi (Trapani): cuore, anima, polmoni granata. Francesco Corapi questa estate ha voluto sposare la causa dei siciliani, anche prima di aver fugato ogni dubbio societario. Ha ripagato con una stagione eccezionale, fatta di sacrificio, leadership, serenità e la proverbiale garra che lo ha sempre contraddistinto. Averne di giocatori così, fanno la fortuna di ogni squadra. 

Lorenzo Paolucci (Monopoli): le stagioni della consacrazione spesso arrivano all'improvviso. E' successo quest'anno a Lorenzo Paolucci, l'eclettico centrocampista del Monopoli, protagonista insieme a molti altri della bella stagione del Gabbiano. La crescita esponenziale di questo giocatore è stata incredibile e a tratti sorprendente. Di Paolucci sorprende la continuità, la voglia, le doti tecniche al servizio della squadra. 

ATTACCANTI

Luigi Castaldo (Casertana): non ha propiamente esaltato la Casertana in questa stagione. Non ha deluso Luigi Castaldo, il bomber arrivato quest'estate ha fatto quello che doveva, segnare a raffica. Diciassette i gol in campionato, arricchiti da otto assist. Vederlo giocare è una gioia per gli occhi. Le sue sono giocate d'altra categoria. Uomo reparto, capace di inventarsi la giocata decisiva, meritatamente primo nella classifica dei cannonieri del girone. 

Eugenio D'Ursi (Catanzaro): nell'ottima stagione dei giallorossi si sono distinti in tanti, da Furlan a Maita, da Fischnaller a Statella. Ma non possono passare inosservati i 14 gol (sedici contando anche quelli in Coppa) di Eugenio D'Ursi, cresciuto costantemente nel corso delle settimane e ora elemento imprescindibile per mister Auteri, sia che inizi da titolare sia che venga lanciato in campo a gara in corso per spaccare in due il match. Come accaduto nell'ultima giornata contro il Trapani. 

ALLENATORE

Ezio Capuano (Rieti): di tecnici che volevamo premiare ce n'erano davvero tanti. Partendo ovviamente da Fabio Caserta e dallo straordinario campionato con la Juve Stabia, alle sorprese ma non troppo Vicenzo Italiano e Giuseppe Raffaele, che con Trapani e Potenza hanno fatto divertire e non solo. Passano per il "solito" Gaetano Auteri, ormai una garanzia, cosa ribadita col Catanzaro, o Bruno Trocini della Virtus Francavilla. Abbiamo però voluto sottolineare, non per chissà che fine, ma perché lo merita sopra ogni dubbio, quanto fatto ma mister Ezio Capuano con il Rieti. In un momento complicato, quando è tornato alla guida del club in presidente Curci, con una squadra sostanzialmente rifondata in corsa, esclusi pochi elementi, Capuano, che il mestiere lo conosce a menadito, ha saputo quali corde toccare, dove puntare, cosa puntellare. Il Rieti ad un certo punto sembrava vittima sacrificale del torneo, si è salvato con largo anticipo e, senza penalizzazione, avrebbe chiuso a quattro punti dai playoff. Una piccola, grande impresa. Merito di un gruppo straordinaro, come ha sottolineato lo stesso allenatore campano. Ci si chiede però se, con un'altra guida tecnica, il traguardo sarebbe stato ugualmente raggiunto. La domanda, ovviamente, è retorica e non necessita risposta. 

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 10 maggio 2019 alle 09:30 / Fonte: TuttoC.com
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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