Una storia che dura da sette anni. Sono quelli dell’Amministrazione comunale guidata da Vito Santarsiero e del trasporto pubblico locale della città di Potenza.

Tema al centro dello scontro politico innescato nel 2014 con la dichiarazione del dissesto e di tutto quello che ha comportato. Oggi – a diversi anni di distanza – e con la città che ha completamente voltato pagina anche politicamente, torna a riaffacciarsi la vicenda del piano del trasporto pubblico locale.

A far scoppiare la “bomba” è la Corte dei conti centrale che, ribaltando completamente il pronunciamento in primo grado ha condannato l’ex sindaco Santarsiero, alcuni membri della giunta di allora e due dirigenti comunali al risarcimento di 5,3 milioni di euro complessivi. La parte più consistente riguarda l’allora assessore ai trasporti Giuseppe Ginefra (un milione 336mila euro) e il dirigente Mario Restaino (per Pompeo Laguardia 267mila euro). Quindi Vito Santarsiero, Pietro Campagna, Antonio Pesarini, Nicola Lovallo, Emiddio Fiore, Luciano De Rosa e Donato Pace (267mila euro), Giuseppe Messina (61mila), e Federico Pace 205mila.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 13 maggio 2020 alle 19:06 / Fonte: lanuova.net
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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