Ha condotto il Giugliano Calcio, società napoletana che rientrava in Serie D dopo tanti anni d’assenza, ad un terzo posto di grande prestigio alle spalle delle corazzate Palermo e Savoia. Massimo Agovino ex allenatore del Potenza dopo la vittoria del campionato d’Eccellenza della scorsa stagione nello spareggio del Menti contro la Frattese, ha dimostrato anche quest’anno di poter dire ancora la sua come tecnico nel massimo campionato dilettantistico nazionale.

Dopo l’annuncio del divorzio dai tigrotti il suo nome è iniziato a circolare in chiave mercato, prima il sondaggio della Cavese poi quello della Vastese, ma in generale dopo l’ottima stagione alla guida dei tigrotti non mancano le proposte per il trainer napoletano. La nostra redazione lo ha raggiunto per analizzare il mondo degli allenatori, l’avventura a Giugliano e il suo futuro.

Partiamo dall’emergenza economico-sanitaria che sta affrontando l’Italia, e che inevitabilmente influenzerà pesantemente anche il mondo del calcio: “Io sono incazzato nero, è vero che c’è stata l’emergenza sanitaria e che poi è subentrata anche la crisi economica, ma quante società hanno cavalcato quest’onda? Tantissime, a tre mesi dalla fine hanno sospeso i pagamenti e chi fa questo lavoro ha subito perdite significative, mica li abbiamo minacciati al momento della firma dei contratti? – precisa Agovino – Non so se ci rendiamo bene conto della situazione, adesso proprio queste persone che non hanno più pagato prendono magari anche gli aiuti del Governo? E’ scandaloso, credo che con questa situazione legata al Covid molti, tra soldi risparmiati per i mancati pagamenti e fondi statali, riescono a ripartire e danno magari garanzie per metà campionato. Poi penso alla FIGC che per le licenza nazionali ha stabilito che fino al 29 febbraio devono essere garantiti i pagamenti, mentre a noi lavoratori dello sport sono stati dati quei miserabili 600 Euro per tre mesi. Credo sia stata una mossa per lavarsi le mani, ma è una porcata perchè alle società sono state concesse cose assurde, è un fatto tutto italiano, è la nostra cultura, sembra quasi che noi italiani nasciamo per fregare il prossimo“.

Ora però è tempo di ripartire ma, come già in passato abbiamo avuto modo di constatare con lo stesso Agovino, la meritocrazia fa sempre fatica ad averla vinta in un sistema che privilegia chi porta sponsor più che competenze tecniche: “Esattamente, oggi tanti trovano panchine senza meriti ma di cosa ci vogliamo meravigliare? Oggi pure in altri ambiti, nel nostro paese, si fa tutto per amicizia e non è più come in passato quando, se venivi esonerato, facevi fatica a trovare una collocazione mentre se riuscivi a centrare gli obiettivi non mancavano le proposte l’anno seguente. – sottolinea il mister – Salutato il Giugliano qualche contatto l’ho avuto, però devo essere sincero, diversi presidenti di fronte alle mie controproposte hanno precisato che hanno tanti allenatori pronti a portare soldi pur di allenare le loro squadre, e che verrebbero pure a mille euro al mese, non ce n’è stato uno che non l’abbia accennata questa cosa. E’ stato disgustoso, ovviamente non scopro di certo io questa situazione, sappiamo che ormai da tanti anni funziona così però certe cose bisogna dirle con chiarezza. Basta con questa prostituzione intellettuale e non solo quella, sono davvero stufo. A tal proposito voglio ricordare un aneddoto col mio ultimo presidente, Salvatore Sestile, che dopo la prima partita persa malamente col Castrovillari sapete che mi disse? Rimani con me condottiero mio, poi mi fece vedere i messaggi dei colleghi pronti a scalzarmi, penso sia indecoroso e invito queste persone a salvare ogni tanto almeno la dignità”.

Con la crisi economica che ci accompagnerà ancora per lungo tempo, circoleranno meno soldi anche nel calcio e inevitabilmente si ridurrà ancora di più il numero di panchine disponibili: “Io onestamente mi aspetto di lavorare, non lo do per scontato, sarò magari anche scarso però poi parlo con i miei calciatori e mi dicono che la passione e l’amore che metto in questo lavoro è tangibile. Definire un allenatore bravo è soggettivo, si vince e si perde, ma la passione e la dedizione che metto in ciò che faccio nessuno può negarla. Capisco che spesso ci sono esigenze da considerare, ma io non mi prostituisco e credo di avere un costo come ce l’hanno tutti. – prosegue Agovino – Non sono uno a cui piace stare sui giornali, andate a vedere se ci sono mie interviste dopo le vittorie, sfido chiunque a trovarle ma ricordo bene che mi presentavo soltanto dopo le sconfitte mettendoci la faccia. I successi li lascio commentare a calciatori e società, quest’anno al De Cristofaro abbiamo ottenuto tanti risultati positivi ma sono antidivo per natura. Oggi c’è gente che si fa fare gli articoli ad hoc, ma le bugie hanno le gambe corte, io avrò pure tremila difetti però sono onesto e leale, non mi vendo e questo mi è stato accreditato dagli altri e non sono parole soltanto mie. Bisogna avere dignità nel fare questo lavoro, non sono uno Yes Man e per questo dico che dobbiamo farci valere“.

Stagione particolare a Giugliano, in campo i risultati non sono mai mancati, ma a dicembre c’è stata una rivoluzione tecnica che non è passata inosservata, ma alla quale il gruppo ha risposto alla grande: “Dopo il mercato dicembrino in tanti ci davano per morti, dicevano che avremmo fatto fatica a salvarci. Colgo l’occasione per fare un plauso alla società e a me stesso, che quando eravamo in difficoltà qualche dritta sul mercato l’ho data, vedi Logoluso. Tutti ci davano per spacciati, ma abbiamo fatto un mercato intelligente e quando sembrava che ci fossimo indeboliti, poi in realtà abbiamo fatto anche meglio. – ricorda il tecnico – Il calcio è strano, dopo le cessioni la squadra è venuta fuori sia nel gioco che nelle idee e questa cosa mi è piaciuta davvero tanto. Bravi tutti, dalla società che ha creduto in ciò che faceva al sottoscritto che ha preso ragazzi come Ragosta e Logoluso e non ha fatto perdere la bussola ai calciatori. Ad un certo punto c’era grande scoramento nel gruppo, in un girone complicato come il nostro non era semplice venirne fuori, per questo il terzo posto finale assume un significato ancora più grande”.

Un commento sulle decisioni della LND, ma soprattutto un messaggio alla Giugliano calcistica: “Ricordo che nelle scorse settimane, in tv, ho sentito che quando ci fu la prima guerra mondiale si fermarono i campionati in Italia e si stabilì poi che le prime dovevano salire di categorie e le ultime retrocedere. Non voglio addentrarmi troppo nel discorso, non mi compete, però ciò che posso sottolineare è che non mi sarei mai voluto trovare nei panni di chi doveva decidere. Penso ad esempio a realtà come il Foggia che per un punto hanno visto sfumare l’obiettivo, comunque credo siano state prese le decisioni più giuste ma posso capire perfettamente l’amarezza di chi per pochi punti, o addirittura a pari merito, ha visto sfumare il traguardo. – conclude Agovino – Giugliano? Oltre a fare un grandissimo in bocca al lupo a mister Tudisco, auguro alla città e alla tifoseria giuglianese di raggiungere le categorie che merita“.

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 21 giugno 2020 alle 22:13 / Fonte: restodelcalcio.com
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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