Se lo Spezia ricorderà il 2020 come un anno eccezionale, non lo dovrà solo al coronavirus che ha bloccato il campionato di Serie B per 3 mesi, ma soprattutto a Vincenzo Italiano. Un allenatore sconosciuto ai più, ma capace con la sua serietà e i suoi schemi di gioco semplici e razionali di conquistare una piazza da sempre appassionata, ma estremamente esigente, come La Spezia.

Vincenzo Italiano arriva allo guida dello Spezia dopo avere fatto un primo miracolo nella stagione 2018-19 alla guida del Trapani, la sua prima squadra professionistica. Partito senza grandi ambizioni, Italiano porta il Trapani in Serie B e inizia a far parlare di sé. Se ne accorge il dg dello Spezia Guido Angelozzi che brucia tutti sul tempo e lo porta nel Golfo dei Poeti nell’incredulità generale. Italiano è un tipo semplice, posato e predica il 4-3-3. Il suo debutto in Serie B però non è dei migliori. A parte la scoppiettante vittoria di Cittadella alla prima di campionato, seguono una serie di rovesci in casa e fuori che relegano gli Aquilotti in fondo al plotone. E già si parla di siluramento del giovane mister siculo.

Invece il dio pallone improvvisamente si mette a girare dalla parte giusta e dal secondo tempo di Pescara in avanti i bianconeri sembrano un’altra squadra: gioco veloce, geometrie serrate a centrocampo, difesa ben registrata e tantissimi giovani mandati in campo al posto dei decani. Uno dopo l’altro sbocciano Maggiore, Capradossi, Marchizza e Ferrer e rinascono i dispersi Scuffet, Erlic e Gyasi. Partita dopo partita lo Spezia risale in classifica e chiude terzo in campionato come mai era successo nella sua storia secolare e sogna la Serie A.

Adesso Italiano è finito nel mirino dei club più blasonati: il Genoa è la probabile prossima meta del mister di Ribera, ma c’è una clausola da 2 milioni di euro di mezzo. Italiano non arriva per caso sulla panchina dello Spezia. Quelli che hanno buona memoria si ricorderanno di un centrocampista brevilineo, pelato, in moto costante con le magliette di Verona e Chievo tra il 1996 e il 2009. Una lunga militanza nelle due squadre veronesi, interrotta solo da una breve e sfortunata parentesi guarda caso proprio al Genoa…

Da calciatore Italiano era esattamente come oggi fa l’allenatore: un maniaco del ritmo, dei movimenti intelligenti con e senza pallone. Era un vero metronomo, oscuro forse ma preziosissimo in campo e dotato di un gran tiro da fuori. Con la maglia del Verona gioca oltre 250 partite ed è uno dei giocatori con più militanza nel club scaligero, nel Chievo quasi 80. In tutto in Serie A gioca oltre 100 partite. Poi è stato capitano di entrambe le squadre e della grande rivale, il Padova, l’ultima squadra di peso in cui abbia militato fino al 2012. Chiude col calcio giocato definitivamente nel 2014.Una curiosità riguarda la sua carta d’identità. Vincenzo Italiano infatti, nonostante il cognome, non è nato in Italia ma in Germania. Infatti è nato a Karlsruhe il 10 dicembre del 1977. Si può dire che ci sia nato quasi per sbaglio: lui infatti è originario della Sicilia, in particolare della città di Ribera in provincia di Agrigento. I suoi genitori erano andati a trovare dei parenti in Germania con il proposito di stabilircisi per lavoro. Lui poi è tornato nel paese d’origine e ha dedicato il resto della vita al calcio. E’ sposato e ha due figlie.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 22 agosto 2020 alle 20:42 / Fonte: sportvirgilio.it
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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