Rocco Mazzola è il re di Monza. Una vittoria storica per il giovane pilota potentino, capace di trasformare una gara già leggenda in un’impresa destinata a restare nel tempo.

Al termine della 3 Ore del GT World Challenge Europe powered by AWS, su uno dei palcoscenici più prestigiosi del motorsport mondiale, il “Tempio della Velocità” ha incoronato un risultato che va oltre la semplice statistica. In una griglia di altissimo livello tecnico, con Ferrari, Porsche, Aston Martin, BMW, Lamborghini e il ritorno di Valentino Rossi, l’Audi R8 LMS GT3 del team Silver Cup composta da Rocco Mazzola, Sebastian Øgaard e Ariel Levi ha scritto una pagina indelebile della stagione.

Partiti dalla ventinovesima posizione in griglia, i tre piloti hanno costruito una rimonta feroce e costante, superando ventotto vetture fino a conquistare una clamorosa vittoria assoluta nella Endurance Cup del GT World Challenge Europe. Un successo che assume contorni storici: mai prima d’ora una squadra Silver Cup era riuscita a imporsi nella classifica assoluta di una gara endurance del campionato. Un risultato che ribalta ogni gerarchia e entra di diritto nella storia del motorsport.

Ma il volto di questa impresa è soprattutto quello di Rocco Mazzola, appena 20 anni, protagonista assoluto di un weekend che segna una svolta nella sua carriera.

Chi lo conosce racconta di un ragazzo semplice, concreto, con i piedi ben piantati a terra. In pista, però, la semplicità lascia spazio a qualcosa di più raro: lucidità, freddezza, capacità di leggere la gara e di non sbagliare nei momenti decisivi. Una maturità che sorprende, perché non appartiene alla sua età ma al modo in cui interpreta il suo mestiere.

Il suo percorso non è casuale. A soli 17 anni aveva già conquistato il titolo di Campione Italiano GT Endurance, mostrando una precocità e una solidità mentale che oggi trovano conferma a livello europeo.

Alle spalle, una storia familiare profondamente legata allo sport. Il nonno, Rocco Mazzola, fu campione italiano di pugilato negli anni ’60, simbolo di un’altra epoca e di un’altra fatica. Il padre Raffaele, invece, ha accompagnato ogni fase della crescita sportiva del figlio, presenza costante e fondamentale nel suo percorso.

Il momento più intenso del weekend non è stato il traguardo, ma ciò che è arrivato subito dopo: l’abbraccio tra Rocco e il padre. Un gesto semplice, istintivo, ma capace di raccontare tutto ciò che sta dietro a una vittoria del genere: sacrifici, attese, lavoro e orgoglio.

Fare la storia è qualcosa che si sogna. Vivere la storia è qualcosa di completamente diverso”, ha dichiarato Mazzola dopo la gara, dedicando il successo alla squadra, ai meccanici, alla famiglia e a chi ha sempre creduto nel progetto.

Eppure, questa vittoria non è un punto di arrivo. È un segnale forte, quasi una consacrazione. Perché dopo Monza, il nome di Rocco Mazzola non è più soltanto una promessa: è una realtà che chiede il passo successivo, quello decisivo, sostenuto da chi saprà credere davvero in un talento già entrato nella storia.

Sezione: La Voce della Basilicata / Data: Mer 03 giugno 2026 alle 19:17 / Fonte: La Nuova Del Sud
Autore: Marco Laguardia
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