Si accettano smentite ma, probabilmente, TuttoC.com ha intervistato il giocatore più alto dell’attuale Lega Pro: Giovanni Guiotto, portiere classe 2007, gigante di 204 centimetri. Pilastro della Primavera del Potenza, ha esordito anche in prima squadra, conquistando l’alloro in Coppa Italia Serie C.
Un anno fa eri in Promozione, adesso hai la medaglia di una Coppa professionistica.
“Devo dire che è stato un salto importante. C’è sicuramente tanta differenza: in Lega Pro, giustamente, i compagni ragionano da professionisti mentre in Promozione c’era molta più tranquillità e, in senso buono, “ignoranza” calcistica. Qui a Potenza mi hanno subito spiegato come comportarmi in certi contesti che in Promozione, ovviamente, non si vedono. Devo dire che c’è grande differenza anche negli allenamenti, sia negli orari che nell’intensità: qui ci si allena la mattina e nel primo pomeriggio, in Promozione la sera, con tanti compagni che arrivavano dal lavoro. Senza contare la grande differenza di strutture”.
Dicevamo, la Coppa…
“Una cosa che non ti aspetti. Non avrei mai pensato che avrei vinto un trofeo al mio primo anno tra i Pro. È stato un percorso davvero ben fatto: il Presidente sin dalla prima gara ci ha detto che puntava tantissimo su questa Coppa. E siamo stati bravi a farcela. L’emozione di vincere un trofeo è stata grandissima, ci siamo goduti questa vittoria fino alla fine ma ora bisogna pensare bene ai playoff”.
Che disputerete a partire dalla Fase Nazionale. Come la state vivendo?
“Con grande tranquillità perché conosciamo i nostri mezzi. C’è grande impegno e pensiamo di poter fare bene. Ci siamo sempre allenati in queste settimane ma, sicuramente, l’aver giocato meno in queste settimane aiuta a riprenderti un po’ dopo le fatiche del campionato. Le aspettative comunque sono alte, perché conosciamo le nostre potenzialità”.
In stagione è arrivato anche all’esordio, nei minuti finali della gara di Sorrento.
“Un’emozione fantastica. Quando il mister mi ha guardato, chiedendomi se me la sentissi, non potevo dire di no. Il riscaldamento è stato uno dei momenti più belli della stagione. Sono entrato con dieci compagni in campo, una panchina intera e un mister che mi incitavano. Sono stati tutti fantastici. Un obiettivo raggiunto, non vedo l’ora di ripeterlo”.
Nel frattempo hai dato una mano, quando potevi, in Primavera 3. Con finale playoff sfiorata…
“È stato un campionato molto competitivo, siamo usciti dopo due pareggi in semifinale e questo ci spiace molto, anche perché eravamo arrivate tutte vicine lì in alto. Per me era importante giocare in Primavera per non fermarmi e per mantenermi in forma. Senza contare che il mister è molto competente e il gruppo è altrettanto positivo. Per questo mi spiace non essere riuscito ad arrivare in finale con loro”.
Come ci sei finito dalla Promozione in Friuli alla Basilicata?
“Il mio procuratore, Andrea Luciani, dell’agenzia P&P Sport Management, mi ha avvertito che saremmo potuti andare al Potenza. Ammetto che non conoscevo benissimo la piazza dal momento che avevo militato, fin lì, in campionati minori del Nord Italia. Ero un po’ spaesato ma quando ho conosciuto l'allora direttore sportivo rossoblù Enzo De Vito e il patron Donato Macchia ho capito che mi trovavo di fronte a un’ottima società, con persone vere al suo interno. E sono partito in ritiro davvero con molta serenità, nonostante fosse la mia prima esperienza tra i grandi e fosse lontano da casa”.
Difficile anche dividersi tra famiglia e scuola…
“Vengo da Trieste, sono quasi mille chilometri. Quando possono, vengono in Lucania e lo fanno in auto, quindi è un bel viaggio. Purtroppo non sono riusciti a vedermi all’esordio ma il giorno dopo sono andato io a trovarli. Ho una famiglia che mi ha sempre sostenuto, nel bene e nel male. E sto finendo anche la scuola, avrò gli Esami di Stato dopo i playoff, frequento l’indirizzo Scienze Umane”.
Con il Potenza hai stipulato un contratto di apprendistato fino al 2028. Sono altre due stagioni, almeno…
"Sono contento perché qui a Potenza si può crescere tanto e bene. Anche con il nuovo direttore sportivo, Giuseppe Di Bari, non è cambiata la volontà di tenermi con loro, anche lui credo molto in me e sono orgoglioso di aver firmato fino al 2028: spero di poter stare a lungo qui. Come detto, vengo dal Friuli, questa è la mia prima esperienza al Sud, ma sono in una città comunque tranquilla. I lucani sono persone accoglienti e posso dirlo in prima persona. Per ora mi sto trovando benissimo, mai un problema. Un ambiente perfetto per crescere".
Chiusura sull’altezza: probabilmente sei il più alto ad aver giocato in C quest’anno.
“Non so, sarebbe un record interessante: è un aspetto fisico importante che mi ha probabilmente aiutato ad arrivare qui. Non vedo molti aspetti negativi, diciamo che il peggiore è il non trovare le scarpe da calcio del mio numero, che è il 51 (ride NdR). Magari si pensa che la rapidità manchi un po’ a chi è così alto ma se ti alleni e stai dietro all’aspetto tecnico, migliorerai molto, soprattutto sul piano della reattività”.
Autore: Redazione 2 / Twitter: @tuttopotenza
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