Nella lunga intervista rilasciata al Corriere dello Sport, il presidente della Lega Pro Matteo Marani ha parlato nel dettaglio anche della riforma del calcio, che potrebbe anche toccare il numero di partecipanti al campionato di Serie C: "La riforma non è una questione algebrica, ma non si può pensare che l’unica a ridurre l’organico sia la C, che ha già fatto autoriforme. La A non vuole toccare nulla, la B parla di una retrocessione in meno. Casini dice che 60 sono troppe? Nel ‘21-22 il calcio ha avuto perdite per 1,3 miliardi e la C concorre per il 6,7%. Per quanto riguarda i debiti in A la media è 50,2 milioni, in B 13,4 e in C solo 1,9. Se togliamo 20 club non arriviamo al debito di uno solo della massima categoria.In Serie A gli stranieri sono il 63,8%, in B il 31%, in C il 12%. Abbiamo l’88% di italiani. È evidente chi fa la formazione".

Il tema clou è (e deve essere) quello della mutualità: "La categoria che ha lanciato Baggio, Riva, Zola e tanti altri ha il 2% della mutualità del sistema. La Bundes alle serie inferiori riversa il 20%, la Ligue1 il 19%, la Premier vende i diritti tv insieme alle categorie minori, in Spagna quelli commerciali sono in parte divisi. La riforma è questione di sostenibilità. Gravina ha convocato un’assemblea a marzo per togliere il diritto d’intesse le componenti non si mettessero d’accordo. Siamo al punto di non ritorno".

Sulle seconde squadre dice: "La Juve ha fatto scuola e oggi c’è anche l’Atalanta. Per ognuna che entra c’è un posto in meno, ma è un’esigenza del sistema e nel mio calcio ideale c’è solidarietà e collaborazione".

Infine un "messaggio" a chi deve ripartire dal basso: "Mantova e Triestina dimostrano che si può ripartire anche dopo un fallimento, come ci ha insegnato il Napoli. La Torres non era attesa lì in alto ma ci sta con merito. Anche la Triestina è passata dai playout e ora è al vertice, senza dimenticare il Cesena che vola con 4-5 giovani del proprio vivaio ed è un modello. C’è sempre più interesse per la Serie C".

Infine sull'incremento, pur minimo, degli introiti per i diritti tv: "Siamo arrivati a trasmettere su Sky, che ringrazierò sempre, abbiamo per la prima volta un title sponsor, Now, abbiamo distribuito ai club il doppio dei ricavi delle tv superando il tetto dei 6 milioni. E oggi con 18 regioni rappresentate, 4 milioni di tifosi e un’attenzione ai costi nata con il mio predecessore Ghirelli siamo più sostenibili. La soddisfazione più grande è vedere nei presidenti un nuovo orgoglio nel far parte della categoria: prima volevano tutti scappare via".

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 30 novembre 2023 alle 17:59 / Fonte: tuttoreggina.it
Autore: Redazione / Twitter: @tuttopotenza
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