Chiudiamo con l'ultimo appuntamento la lunga riflessione del presidente del Potenza Salvatore Caiata rilasciata durante la trasmissione Stop&Goal andata in onda sulle frequenze di La Nuova Tv. Un intervento a 360° che ha toccato molti argomenti e che ha dato anche molte risposte alle domande che tifosi e addetti ai lavori hanno posto partendo da quella sempre attuale parola "programmazione" che, a quanto pare, a Potenza è difficile applicare.
La programmazione. "La società ha preso atto che non c’è la possibilità di pianificare cioè, non c’è la possibilità di pianificare perché da un lato ci vogliono le strutture come dicevo prima e non ce l’abbiamo e dall’altro... Noi l’anno scorso dopo 5 giornate di campionato, vi posso far rivedere gli articoli, i messaggi, l’aggressione fuori il Viviani, dopo 5 giornate di campionato cioè, eravamo alla quinta eravamo retrocessi, ciucci, disastrati, eccetera e venivamo dalla stagione precedente dove eravamo usciti per il rigore sbagliato di França alle soglie della Serie B. Quindi un allenatore come Somma che aveva bisogno non di un mese... cioè Gasperini ci ha messo un anno all’Atalanta per costruire quel modello. Allora noi questa cultura non ce l’abbiamo quindi di questo ho preso atto e mi sono adeguato perché altrimenti diventa un’agonia perenne e quello che dicevo prima, la cultura della sconfitta per costruire non ce l’abbiamo, non ce l’abbiamo e quindi poi ci siamo dovuti trovare a rincorrere perennemente".
La percentuale di salvezza e il marketing Salernitana. A questo Potenza che percentuali da di salvarsi sul campo, la domanda da studio, Sabatini a Salerno ha detto 7% è nata una grandissima campagna di marketing, felpe, magliette col 7%... il presidente risponde il patron rossoblu: "È diverso loro (Salernitana) non hanno i playout e allora sono ultimi in classifica, noi possiamo arrivare penultimi e facendo solo tre punti da ora alla fine del campionato e poi vincere le due partite dei playout e salvarci. Continuo a dire che la qualità del nostro organico non è paragonabile alla qualità degli altri organici che competono per salvarci, poi dico anche che purtroppo cioè non è con la qualità che si fanno i risultati probabilmente, anzi nella zona bassa questa è una squadra che sono convinto se si fosse trovata in zona alta di classifica avrebbe performato benissimo, ma in zona bassa... È una squadra forse più tecnica che grintosa caratterialmente manca di leadership e in questo momento gioca col frigorifero sulle spalle, non ha la capacità e la leggerezza di produrre quello che sa fare ma noi se vediamo anche giocatori uno a fianco all’altro (delle altre squadre NdR) noi non dovremmo essere lì, però ci siamo e ci dobbiamo adattare e dobbiamo capire che da lì dobbiamo uscire anche, come non siamo noi, in maniera sporca cattiva con le unghie, con i denti probabilmente mettendo in campo chi ha più cuore da dare che tecnica da giocare".
L'opzione ripescaggio. "Rispondo volentieri anche questa domanda. Il ripescaggio lo possono fare solo le squadre virtuose quando io dico che i campionati bisogna vincerli in campo e fuori dal campo e non è che lo dico a caso... qualcuno sorride sempre quando io dico queste cose, e quando noi pagheremo il 16 Febbraio 300.000€ noi saremmo ancora una volta adempienti e l’anno scorso voi sapete bene quante squadre sono state ripescate e quest’anno sarà lo stesso perché è una moria, perché è impossibile sostenere 60 squadre professionistiche, perché ogni anno c’è una moria naturale di 4-5-6 squadre quindi, è chiaro che bisogna essere virtuosi in campo e fuori dal campo per trovarsi pronti, sperando che non serva mai ma se dovesse servire ci dovremmo far trovare pronti".
La serie C un lusso per la città. Alla domanda del giornalista Giuseppe Rita se la serie C oggi fosse un tantino superiore a quello che esprime la città sia a livello economico, finanziario che sociale il presidente affonda la lama: "Sì è una domanda molto intelligente, acuta e che coglie perfettamente Potenza in questo momento. È un lusso la Serie C che la città si sta concedendo. Lo so che anche questa è un’affermazione impopolare ma è così, è così... poi ci sono delle eccezioni per l’amor di Dio dei casi deve però se dobbiamo guardare la media dal punto di vista sociale eccetera oggi Potenza non ha le carte per giocare (in Lega Pro NdR) ma non ce l’ha né dal punto di vista economico, né dal punto di vista dell’impiantistica, ripeto, che è ormai è fondamentale. Tanto voi seguite la squadra lo vedete in tutti i campi dove andiamo nessuno si allena nel campo dove gioca, solo noi sì".
Il progetto Enaoli. "Il progetto esisteva noi abbiamo fatto i salti mortali perché passasse dalla Regione al Comune ma là si è fermato. Noi abbiamo reclamato la disponibilità da mesi ma non abbiamo avuto più notizie non abbiamo avuto più risposte".
Dall'Avellino alla Virtus Francavilla. "Dico la verità, tutti io per primo avrei voluto fare 10 partite e 10 vittorie di fila però purtroppo la realtà è diversa per cui per un malato grave, come siamo noi, puoi sempre sperare in un miracolo: che ti svegli una mattina e ti è passato tutto e ti alzi dal letto e stai alla grande, però è un auspicio, è un sogno ma non è la realtà. La realtà è che un giorno ti alzi per due ore poi ti rimetti a letto poi ti rialzi per 8 ore e poi ti rimetti a letto quindi, io ho visto dei passaggi di crescita già con l’Avellino perché onestamente con l’Avellino la squadra non mi era dispiaciuta perché anche là tre tiri tre gol però devo dire che là in quel caso tu hai di fronte giocatori di una qualità ai quali non puoi concedere occasioni: gli concedi tre e quelli ne fanno tre poi, può anche capitare che una volta prendono il palo. Con Foggia ho visto una crescita e oggettivamente la crescita l’ho vista confermata anche col Francavilla fino al sessantesimo diciamo fino al gol perché poi fino a quel momento in realtà il Francavilla non ha mai tirato in porta, se noi togliessimo gli episodi, perché non sono stati episodi, in realtà noi non è che abbiamo fatto una brutta partita".
I sogni Monachello e Infantino. "Monachello noi lo abbiamo pregato di venire a Potenza, per due mesi di fila il direttore Martino l’ha chiamato, per due mesi tutti i giorni e anche io l’ho chiamato tantissime volte eravamo molto vicini e lui poi ha avuto dei problemi subito dopo Natale prima del rientro e vi posso dire anche la verità questo potete chiedere anche a Monachello stesso, Monachello non è venuto a Potenza per il campo perché ha avuto un problema alla schiena, alla spina dorsale e preferisce giocare sul campo in erba, aveva paura del campo sintetico e anche perché avevamo avuto tanti infortuni e quindi..." Continua il presidente del Potenza: "Infatti abbiamo visto che ha fatto tre gol in due partite quindi avevamo visto giusto. Per difensori e controcampisti io sono convinto che noi abbiamo dei giocatori che non meriterebbero... anzi la mia analisi lucida è proprio questa: abbiamo giocatori non abituati a fare questa classifica perché abituati classifiche più importanti, di qualità, più e che forse soffrono particolarmente perché, invece, ora noi dobbiamo giocare con una squadra che non che lotta per vincere, ma una squadra che deve lottare per salvarsi e quindi anche l’approccio di testa deve essere diverso, di cattiveria, di aggressività e dobbiamo essere capaci di trasformarci. Poi voglio dire, tutti possono fare degli errori cioè li possono fare i giocatori, li può fare il mister, li fa il presidente ma noi in questo momento non non serve a niente elencarci gli errori che abbiamo fatto. Ripeto, io stasera sono molto venire in trasmissione per mettermi davanti alla mia squadra, ecco cioè davanti alla mia squadra, davanti al mio staff, davanti alla mia società, davanti all’Associazione, davanti ai giocatori, davanti a tutti quindi, cioè ho spalle e petto per prendermi tutto quello che mi devo prendere però voglio cercare di dare a loro la tranquillità maggiore per poter approcciare tutte queste gare perché tanto sarà un’altalena faremo bene, faremo male, faremo bene, faremo male dovremmo arrivare in fondo alla fine e dobbiamo cercare di portare a casa la meta". Infantino, insultato da qualcuno sui Social toscani, unaffare non concluso, la verità del presidente: "Io sono rimasto molto male perché tu (Arturo Scarpaleggia NdR) sai bene come stavano le cose e Io credo che nella vita quando uno arriva a 35 anni può avere anche la maturità, se ha voglia di fare una cosa di farla a prescindere dagli altri, quindi anche nascondersi sempre dietro gli altri, anche dietro il procuratore a 35 anni Io credo che non sia una cosa che va bene anche perché noi per fortuna abbiamo avuto la possibilità di chiudere per Gigi (Cuppone NdR) l’avremmo chiusi tutti e due, ma ciò non è stato bello per noi. Un impegno preso abbondantemente più di un mese fa e non non portarlo a termine. Quindi voglio dire poi ognuno nella vita fa le scelte che gli convengono. Io tante volte leggo i commenti dei tifosi purtroppo se sapessero come tu sai invece quello che si muove dietro, di interessi, di procuratori, di meccanismi molto complicati perché uno dice bisogna fare il mercato, bisogna prendere questo... Non è così facile perché ci sono giri di procuratori, direttori, insomma spesso non è una questione di soldi e arrivare a degli accordi economici il problema è proprio riuscire a muoversi su certi binari.. Per cui voglio dire quando si dà la parola bisognerebbe rispettarla perché è la volta che la perdi la faccia".
Le iniziative per riempire il Viviani anche in vista del ritorno al 100% della capienza. "A noi non è che ci tocchi molto questo questo discorso della capienza perché non siamo mai ancora arrivati neanche al 50%, mai a fare esaurito, per cui questo non non ci tocca più di tanto. Sui prezzi poi lo sapete che quest’anno abbiamo fatto iniziative sempre, per cui stiamo pensando a qualcosa non so onestamente... ho dato incarico ai ragazzi e ho dato disponibilità di studiare il modo per avere più gente possibile per supportare la squadra perché a noi 4-5 punti ce li deve regalare il Viviani da qua alla fine per avere quel bonus in più che ci serve per salvarci".
La lista e gli svincolati. "Come lista siamo pieni, perché la vista va consegnata voglio dire quello degli gli svincolati è un mercato particolare perché la maggior parte sono svincolati da giugno dell’anno scorso, cioè prendere un giocatore dato che non si allena con una squadra da 8 mesi vuol dire che quando lo riporti in condizione o in ritmo partita e il campionato è finito quindi una cosa che ha poco senso onestamente".
Ancora sulla "cultura della sconfitta. Rispondenso a un messaggiosul malumore della piazza: "Cioè ragazzi l’italiano se uno non lo sa parlare si deve astenere secondo me io non ho mai parlato male dei tifosi ho detto che non condivido alcune cose. 'Parla male dei tifosi' che vuol dire? Anzi, tutt’altro, ho detto l’esatto contrario, ho detto che capisco ma non condivido e quindi voglio dire che assolutamente lecito e poi sulla cultura della sconfitta io dico che voglio ricordare a questo tifoso che noi abbiamo subito una contestazione quando eravamo terzi in classifica, dopo tre pareggi in casa, questa dè la imostrazione del fatto che non c’è la cultura, cioè è un dato di fatto questo. Ve lo ricordate quando io volevo strappare gli abbonamenti poi fummo fischiati, contestati perché facemmo tre pareggi casalinghi ed eravamo quarti in classifica?". Un'abitudine comune a molte piazze, Caiata continua: "Ognuno ha il suo carattere nel bene e nel male cioè, io non sono un piacione cioè io sono una persona che però non manda mai a dire niente a nessuno, quello che devo dire lo dico in faccia e mi comprometto anche ,ma lo dico al presidente della Regione, lo dico al Sindaco e lo dico a chi trovo per strada. Io tanto tutti allo stesso modo perché io rispetto tutti ma proprio perché c'è il rispetto di tutti non mi sento di prendere in giro nessuno e dico le cose come le penso poi è un limite è un limite... i tifosi credo io sono anch’io un tifoso ma se non capiscono che questa è una fase particolare della nostra economia perché se non fosse per il volontariato dei presidenti a tutti i livelli, a tutti i livelli, tranne la serie A dove guadagnano soldi con la pala, in tutti i livelli dalla serie B in giù fino alla serie D se non ci fossero i presidenti, le squadre non esistono più da nessuna parte è perché è sbagliato il sistema. Quando io dicevo che va riformato purtroppo ancora noi continuiamo a ragionare come se fossimo l’universo, il centro del mondo, capoluogo di regione, ma non è più così dal punto di vista calcistico. Ha detto bene Giuseppe Rita prima cioè la piazza non ha più nelle corde di ambire a queste categorie ma non solo la nostra ma tante altre e quindi dove si sviluppa un clima e una cultura per capire questo si può andare avanti dove non si sviluppa inevitabilmente si perderà perché ormai la serie A ha partite in TV tutti i minuti eccetera l’accesso allo stadio è limitatissimo, lo vedete anche in serie A fanno 6000 spettatori, cioè il crollo degli spettatori non c’è solo in nelle sedi minori c’è anche in serie A. Abbiamo visto stadi con 6000 spettatori, cioè la Lazio con 6000 spettatori! È impossibile, quindi è chiaro che qualcosa va ripensato".
Autore: Redazione 3 TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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