L’avvocato Luis Vizzino, docente presso la Cattedra di Diritto dello Sport dell’Università di Salerno, ci racconta le varie dinamiche riguardo il futuro dello sport, in particolare del mondo calcistico, in questo momento difficile e critico che sta mettendo a rischio la salute di ogni singolo cittadino. 

- AVV. Vizzino, la dirigenza nazionale sportiva sta esaminando ogni singolo aspetto per poter far ripartire il calcio. Come vi state muovendo a riguardo?

Come già ribadito in altre occasioni, in questo momento così tragico sembrerebbe anche paradossale parlare di sport. Tuttavia, alla luce di quella che è la portata sociale ed economica del calcio in particolare, è necessario pensare  anche ad una ripartenza che in ogni caso non avverrà in tempi rapidi. Personalmente però nutro enormi perplessità sulla possibilità che i campionati possano ricominciare in questa stagione sportiva e mi auguro vivamente di sbagliarmi perché ciò significherebbe aver superato presto lo stato d'emergenza, ma ripeto, ho grossi dubbi. E, ad ogni modo, anche dopo la fase 1 dell'epidemia, credo non si potrebbe immaginare  una ripresa immediata perché praticare attività calcistica presuppone assembramento, ossia ciò che in primis ci viene e ci verrà imposto di non fare  anche nel prossimo futuro, pertanto ritengo  opportuno che la Federazione prenda in seria considerazione l'ipotesi di sospensione definitiva delle competizioni sportive, purtroppo con tutte le conseguenze negative del caso, ma non vedo grosse alternative“.

- Questa pandemia ha provocato cambiamenti radicali su ogni fronte. Quale sarà secondo lei l'impatto nell'ambito sportivo in generale ?

Inesorabilmente ci saranno delle conseguenze dannose specie dal punto di vista economico. Basti pensare che la grande maggioranza del mondo del calcio è rappresentata dall'ambito dilettantistico, da associazioni sportive che andranno in grossa difficoltà gestionale e che avranno bisogno di supporti non indifferenti per andare avanti. E ciò vale anche per diverse società del settore professionistico, specie quelle militanti in serie C. Il mio auspicio, dunque, è che il Governo faccia la sua parte perché diversamente il giocattolo rischierebbe seriamente di rompersi“.

- Avvocato, lei è anche docente universitario. Cosa sente di dire ai giovani studenti che, in questo momento così particolare, si sentono "privati", forse, di un futuro roseo come avevano giustamente immaginato?

Quello che stiamo vivendo è un momento che nessuno avrebbe potuto nemmeno lontanamente immaginare. E' dura cambiare le abitudini di vita, è dura rimanere a casa, è dura non poter intrattenere relazioni sociali, però io sono convinto che da questa brutta pagina usciremo, magari non subito, ma lo faremo. E quando ritorneremo alla normalità  daremo importanza a tutto, anche ad un semplice abbraccio o a tutto ciò che fino a qualche mese fa ci sembrava essere scontato. Mi sento quindi di dire ai giovani studenti che oggi giustamente potrebbero vivere con l'angoscia del futuro, di impegnare buona parte del loro tempo  studiando e documentandosi tanto perché arriverà il momento in cui potranno mettere a frutto i risultati dei sacrifici di queste ore realizzando gli obiettivi da sempre prefissati“.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 04 aprile 2020 alle 19:56
Autore: Elisabetta Parente
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