Il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, durante l’approvazione di alcuni provvedimenti di bilancio, ha replicato ai numerosi consiglieri di opposizione, soffermandosi su temi ritenuti fondamentali per il capoluogo di regione, troppo spesso — a suo dire — trascurato e penalizzato dalle autorità regionali.

A rendere il quadro ancora più amaro, secondo Telesca, sarebbe il fatto che spesso siano alcuni esponenti della politica cittadina a ostacolare il rilancio della città. Un vero e proprio j’accuse, duro e diretto, che ha toccato alcuni nodi centrali della “Questione Potenza”, descritta quasi come una sorta di cospirazione ai danni del capoluogo lucano.

Di seguito riportiamo una sintesi dell’intervento del sindaco, utile a fare chiarezza su alcune delle questioni più discusse.

Scuola Alcide De Gasperi
«Una tra tutte è la problematica della scuola Alcide De Gasperi. Perché pensate che non voglio aggiustare un edificio del comune? Mi hanno detto, a questo finanziamento devi rinunciare perché non capiamo perché avete presentato un importo così basso per fare una scuola così grande. O ci stanno le suore, o ci sta Pinco Pallino, quella scuola va aggiustata. Se ci sono i soldi e le norme mi dicono che oggi forse lo posso fare. Prima non lo potevo fare, ma lo farò. Non per portare avanti un progetto che voi (riferendosi ai banchi dell'opposizione NdR) avete fatto, lo farò perché lo devo fare per la città. Le suore mi hanno abbandonato, sono venute a chiedere 58 mila euro spesi per far mantenere una scuola in piedi. Perché li abbiamo dovuti spendere?  Io li dovevo spendere per una scuola pubblica, non per loro. Eppure l'abbiamo fatto. Dopodiché ci hanno abbandonato, non abbiamo più suore. Non ci camuffiamo dietro ai banchetti dove prendiamo le firme inutili». 

I rapporti istituzionali con la Regione Basilicata
«Qua non c'è nessuno che va a mendicare, qua si sta portando avanti e io lo farò sempre. Io devo aiutare questa città e lo devo per forza chiedere a chi, in qualche modo, usufruisce anche di questa città. Perché non lo volete fare? Spostatevi la Regione a Lavello, spostatevi l'Università da un'altra parte, prendete il San Carlo, mettetevelo a Melfi, togliete l'INPS, mettetevelo a Ruoti. E così aiutate gli altri paesi, se non volete aiutare la città di Potenza».

Attendere Matera
«Tutti i giorni programmiamo per poter migliorare la vita dei cittadini, però se in alcuni casi devo essere bloccato come comune perché devo attendere altri… Parliamo più che altro di una mobilità con 15 milioni fermi da un anno, perché siamo obbligati a aspettare Matera, perché Matera c'è un sindaco di centro-destra ed essendo arrivata un anno dopo, dobbiamo aspettare, silenti, che Matera decida che fare. Ti devi presentare con i tuoi compiti ben fatti, perché altrimenti tu partiresti sempre da 5, non potrai mai avere 7. Tu per arrivare a 7 devi studiare per 10».

I festeggiamenti di San Gerardo
«Come Comune abbiamo fatto di tutto affinché la festa potesse, in modo tradizionale, essere espletata. Però c'è una continua rincorsa all'obiezione. L'avete inserito voi (sempre riferito all'opposizione, NdR) , l'avete fatto voi nella scorsa volta, avete inserito quest'idea dei temporary bar. Questi soggetti arrivano, perché sanno, e ti presentano una scia l'ultimo giorno di venerdì alle 6 e aprono il giorno dopo, noi abbiamo un ufficio che non può controllare, nel frattempo loro hanno lucrato. L'anno scorso non c'era il concerto e non andava bene, quest'anno c'è il concerto e non va bene».

L'affondo
«Vi piace parlare male, voi godete se questa città va a rotoli. Si scambiano persino le istituzioni, non conoscendo chi gestisce cosa, diventa veramente difficile così poter anche interrompere con un'opposizione del genere. Quel consigliere che non comprende che differenza che c'è tra Comune e Provincia, mandatelo un po' a scuola, fategli comprendere almeno queste cose».

La situazione della città di Potenza è ormai diventata una vera e propria "questione" e va affrontata come tale, senza ulteriori tentennamenti. Una condizione che coinvolge anche il mondo dello sport: basti pensare alla vicenda dell’ex Enaoli, alla “figuraccia del tornello” e al collaudo della Commissione Provinciale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo (CPVLPS), che ancora non riesce a dare il via libera al “buco tappato” dello stadio Viviani. Per non parlare dell'are ex Cip-Zoo.

A tutto questo si aggiungono però anche le responsabilità del Comune, con lungaggini burocratiche che rallentano l’evasione delle pratiche, spesso smarrite nei meandri del Municipio e problemi che improvvisamente sorgono lungo il cammino, problemi che probabilmente si sapevano ma che non si è mai deciso di affrontare.

Sezione: L'Eco di Potenza / Data: Gio 28 maggio 2026 alle 20:08 / Fonte: Profilo Facebook Del Sindaco Vincenzo Telesca
Autore: Redazione / Twitter: @tuttopotenza
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