Roberto Baggio è in assoluto uno dei calciatori più amati dagli appassionati italiani. Ha vinto tanto, ma considerato il suo talento poteva fare ancora di più. La fortuna non è stata dalla sua parte soprattutto con la Nazionale. Ha disputato tre Mondiali e in tutte e tre le occasioni l'Italia ha perso ai calci di rigore. La finale di USA '94 la vorrebbe rigiocare il Divin Codino, che è tornato a parlare del rigore sbagliato a Pasadena.

Una lunga intervista al ‘Corriere della Sera' nella quale Baggio ha spaziato su diversi argomenti e ha parlato anche del numero 10, che pare sempre più in estinzione: "Essere il numero 10 è sempre stato difficile. Era già complicato ai miei tempi. Eravamo sempre discussi. Zola andò a giocare a Londra. Ora ce ne sono di meno, sono un genere in via di estinzione. Bisognerebbe stare dentro il mondo del calcio di oggi per capire le ragioni di questa eclissi della fantasia. Io non ci sono. So solo che per me quel numero corrispondeva al desiderio di fare le giocate, di inventare, di sentirsi liberi".

Baggio ebbe diversi problemi con gli allenatori, su tutti con Arrigo Sacchi, e le polemiche di un tempo non sono totalmente cancellate: "Quando giocavo sembrava che il calcio non avesse più bisogno di fantasia, che considerasse l’estro un reato. Tutto era finito in mano alla tattica. Le partite non le vincevano più i giocatori, le vincevano gli allenatori".

Nel tornare indietro l'ex numero 10 di Juve e Fiorentina ha parlato dei suoi idoli Paolo Rossi e Zico: "Lui giocava a Vicenza, la mia città. E io andavo in bicicletta con mio padre a vederlo. Ed era sempre uno spettacolo. Dal punto di vista del gioco mi innamorai di Zico. Lo sognavo di notte". 

Ma Baggio ha parlato soprattutto dei Mondiali del 1994, che l'Italia iniziò malissimo ma grazie ai gol di Baggio arrivò fino alla finale, con un percorso faticosissimo. La finale con il Brasile venne persa dagli Azzurri ai rigori: "La partita che vorrei rigiocare? La finale dei mondiali del 1994 a Pasadena, Italia-Brasile. Non la posso dimenticare. Quella sì vorrei rigiocarla. Siamo arrivati un po’ cotti, avevamo fatto i supplementari con la Nigeria e mezz’ora in più, a quelle temperature, ti stronca. Se fossimo stati più lucidi forse sarebbe stata un’altra partita". 

L'Italia era già sotto (3-2) quando Roberto Baggio si presentò dal dischetto. Anche se avesse segnato il Brasile avrebbe avuto il matchpoint, ma Baggio calciò altissimo. Quell'errore ha fatto malissimo a Baggio che è stato più che netto per esprimere le sue emozioni post-rigore: "Cosa ho pensato dopo l'errore dal dischetto? Cercavo un badile, mi volevo sotterrare. Mamma mia, mamma mia. Non si possono cancellare cose così. Quella partita, proprio Italia-Brasile, l’avevo sognata e immaginata tante volte quando ero bambino. Avevo tre anni ma la sconfitta del 1970 non riuscivo a dimenticarla. Volevo vendicare Riva e gli altri. Era il mio sogno, davvero. Quando è finita così mi è crollato il mondo addosso". 

Infine Baggio ha parlato anche del durissimo infortunio che subì quando aveva diciotto anni appena, era un calciatore del Vicenza e fu costretto a fermarsi per un anno: "Il momento più brutto della carriera? Il devastante infortunio subito nel 1985 con il Vicenza. Era come se mi fosse scoppiato un ginocchio. Un dolore impensabile, mi ha segnato per la vita e non mi ha mai lasciato. Quando mi sono svegliato dall'anestesia, ho visto la gamba in quello stato e ho detto a mia madre che se mi voleva bene doveva ammazzarmi. Piangevo tutto il giorno, non mangiavo, avevo perso 12 chili".

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 02 dicembre 2023 alle 19:49 / Fonte: fanpage.it
Autore: Redazione / Twitter: @tuttopotenza
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