La vittoria per 2-0 sulla Cavese porta anche la firma emotiva di Salvatore Caturano, protagonista nel finale con una rovesciata spettacolare e, soprattutto, con parole che raccontano molto più di un semplice gol. In sala stampa, l’attaccante del Catania ripercorre il suo momento personale, il valore del gruppo e il significato di una serata che potrebbe rappresentare una svolta.
Caturano parte dal piano tattico e dall’assetto offensivo visto nel finale, sottolineando come l’esperimento voluto da Domenico Toscano abbia funzionato: “Ci siamo trovati molto bene, perché siamo riusciti a portare a casa tre punti fondamentali. È stato un esperimento del mister ed è andata bene, quindi siamo contenti”. Per l’attaccante, però, il risultato viene prima di ogni discorso tecnico: la priorità era vincere, e farlo insieme.
Il racconto si sposta inevitabilmente sulle emozioni del gol. “Appena ho segnato, il mio primo pensiero è andato ai compagni in panchina. Ci siamo abbracciati tutti”, spiega Caturano, lasciando emergere il peso del periodo vissuto. “È stato un momento difficile per me, perché per un attaccante non trovare il gol è sempre complicato. Però i miei compagni, la società, tutti mi sono stati vicini e hanno sempre creduto in me. Era doveroso dedicare questo gol a loro”.
L’esultanza, intensa e prolungata, ha avuto anche un altro destinatario: “In tribuna avevo la mia compagna e i miei figli. Riescono a vedermi giocare dal vivo forse una volta l’anno, perché vivono a Pisa. Oggi è stata la ciliegina sulla torta, sono davvero felice”. Un’immagine familiare che completa una serata già carica di significati.
Sul gesto tecnico che ha deciso la partita, Caturano sorride e semplifica: “Io tenevo tantissimo a fare gol, perché volevo dare il mio contributo a quello che stiamo costruendo a Catania. Quando ho visto arrivare la palla in area ho fatto una rovesciata, o una mezza sforbiciata, non lo so nemmeno io. Potevo segnare in qualsiasi modo, l’importante era che la palla entrasse”. Più che l’estetica, conta il peso del momento: “Sono felice e orgoglioso di tutto quello che si è creato in questi mesi, perché le difficoltà per me sono state tante. Andare ad abbracciare i compagni in panchina è stata la cosa più bella”.
Il rapporto con Toscano emerge con forza, soprattutto alla luce delle voci circolate nelle scorse settimane. Caturano le spegne con decisione: “Il mister ha sempre creduto in me, mi ha sempre fatto sentire parte integrante del progetto. È stato paziente ed è stato bravissimo nella gestione, non solo mia ma di tutta la squadra. Quello scatto per venirmi ad abbracciare riassume tutto ciò che abbiamo costruito dentro lo spogliatoio”.
Un pensiero speciale va anche ai tifosi. “Ci tengo a ringraziarli davvero, perché ogni volta che entravo sentivo le loro urla di sostegno. Sono stati molto importanti. Questo gol lo aspettavo da tanto, ora devo continuare a lavorare come ho sempre fatto, con fiducia, per fare altri gol e provare a raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati”.
Caturano dimostra grande sensibilità anche parlando dei compagni. Sul possibile rigore nel finale chiarisce: “Non l’avrei tirato io. Era giusto che lo battesse Rolfini, perché sta vivendo un periodo simile a quello che ho passato io senza gol. So cosa si prova e spero che già dalla prossima partita possa sbloccarsi anche lui”.
Infine, uno sguardo al lavoro quotidiano e al suo ruolo in squadra. “Mi porto dentro tutti i piccoli dettagli che curiamo in settimana. In questi giorni abbiamo lavorato molto su cross e finalizzazione, su come attaccare l’area. Oggi abbiamo segnato su due cross, vuol dire che abbiamo lavorato bene”. Sul confronto con Forte e sulla gestione del minutaggio, Caturano è chiaro: “Siamo diversi come caratteristiche. Io sono più un uomo d’area, lui sa giocare molto bene anche spalle alla porta. Io cerco solo di mettermi a disposizione: le scelte le fa il mister, e quando mi darà l’occasione cercherò di fare sempre il mio contributo”.
Autore: Redazione / Twitter: @tuttopotenza
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