Le parole di Francesco Malvasi, da Roma, offrono uno spunto di riflessione sulle indiscrezioni e sulle poche ufficialità che stanno caratterizzando il mercato del Potenza. Con ogni probabilità, la conferenza stampa convocata dalla società per lunedì 13 luglio contribuirà a fare chiarezza, delineando programmi, obiettivi e strategie in vista dell'ormai imminente stagione agonistica.

È opportuno ricordare che le notizie relative alle possibili partenze di alcuni dei calciatori rossoblù più rappresentativi, allo stato attuale, non hanno ancora trovato conferma ufficiale. Si tratta di indiscrezioni rilanciate sia dalla stampa nazionale sia dalle testate online, che restano tali fino a eventuali comunicazioni ufficiali da parte del Potenza o delle società interessate all'acquisizione dei cartellini. Per questo motivo invitiamo i lettori a valutare con prudenza le notizie che circolano in queste ore e ad attendere le comunicazioni ufficiali prima di considerare concluse le trattative.

Buonasera,
desidero precisare che questo mio intervento non ha nessun intento polemico, né in questa fase sento di esprimere giudizi, ma francamente sono stupito quanto sconcertato dalle notizie che via via riguardano il Potenza in una fase delicata come questa, determinante per la prossima stagione. 

Ho la sensazione infatti che ci sia un’aria di smobilitazione un po’ generale, tenendo conto che la logica avrebbe suggerito di mantenere quanto più possibile l’intelaiatura della scorsa stagione andando a correggere le evidenti lacune che hanno accompagnato gran parte dello scorso Campionato. Costruzione problematica ma esasperata dal basso e un non accettabile numero di gol subiti. Invece, lì dove si era raggiunto a fatica un equilibrio migliore, stanno incominciato ad andare via un po’ tutti gli elementi più interessanti. Lasciamo da parte la vicenda farsesca di Caturano, va bene anche se a malincuore per Schimmenti, i contratti in scadenza e i rientri per fine prestito (per Rocchetti sarebbe stato possibile il rinnovo con la Cremonese?), ma Felippe, Castorani, Cucchietti, D’Auria, Camigliano e addirittura Kirwan, tutti in scadenza nel 2027, vuole dire azzerare completamente la struttura portante e non mi è chiaro se si tratta di una politica societaria finalizzata. Personalmente sarei ripartito da De Giorgio, che penso stia bruciando troppo i tempi mentre un altro anno a Potenza avrebbe permesso anche a lui di crescere e migliorarsi. Per carità poi mi immagino i ragionamenti in famiglia, nel cosiddetto entourage, ma mai avrei pensato di ripartire da Ivan Tisci e De Vezze. La memoria è storia e radice. Saranno di sicuro altre persone però non era proprio il caso. Certo il calcio che si è sempre portato dietro i suoi problemi, ormai sta diventando un’altra cosa, più uno show in cui si capisce davvero poco, business, opportunismi, affarismo esasperato, diritti televisivi e malaffare, però così il rischio di rompere il giocattolo è molto serio. In fin dei conti si è sempre basato su due principi semplici e affascinanti, gioco e passione. Credo sia bene tenerlo sempre a mente. Un cordiale saluto, Francesco Malvasi, Roma.

Sezione: #MondoPotenza / Data: Gio 09 luglio 2026 alle 21:40
Autore: Cammarota Rosario / Twitter: @tuttopotenza
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