Intervista sulla questione scale mobili a Sebastiano Colucci Segretario generale FIT-CISL di Basilicata.

Sebastiano, i cittadini si interrogano sul presente e sul futuro delle Scale Mobili. Ci illustri, ad oggi, qual è la situazione della nostra mobilità cittadina ? 

"Il trasporto pubblico urbano di Potenza non può essere usato come strumento di ricatto politico nei confronti della Regione Basilicata, né tantomeno come merce di scambio sulle spalle dei lavoratori e dei cittadini. La vicenda della chiusura delle scale mobili “Prima” impone chiarezza e verità. Le manutenzioni ordinarie e straordinarie degli impianti sono responsabilità diretta del Comune di Potenza, che peraltro percepisce dalla Regione un contributo annuo di 700.000 euro per la gestione e la manutenzione dei quattro impianti cittadini. Parlare oggi di “fiducia tradita” da parte della Regione, come fatto dall’Assessore Giuzio, è grave e fuorviante: qui non è in discussione la fiducia, ma l’incapacità amministrativa. La Regione Basilicata, pur non avendo competenza diretta, attraverso il Dipartimento Infrastrutture ha comunque attivato ogni canale istituzionale possibile per reperire risorse straordinarie, riuscendo a ottenere 6,5 milioni di euro per la manutenzione dell’impianto “Prima” tramite il Fondo di Rotazione, con approvazione del MEF il 9 gennaio. Un risultato politico e amministrativo concreto, che smentisce ogni tentativo di scaricare responsabilità altrove. Il Comune di Potenza avrebbe potuto e dovuto intervenire immediatamente sul proprio bilancio per evitare la chiusura degli impianti e i disagi alla città, sapendo che quelle somme sarebbero rientrate in tempi brevi. Non farlo significa scegliere consapevolmente il conflitto invece delle soluzioni. Ancora più grave è l’atteggiamento del Comune rispetto alla gara novennale del trasporto pubblico locale. Nonostante l’assegnazione del lotto della città di Potenza da parte della Regione Basilicata, il contratto di servizio non è stato ancora sottoscritto. Questa irresponsabile inerzia blocca ogni possibilità di investimento, penalizza i lavoratori e impedisce alla società Miccolis di programmare miglioramenti sul servizio e sull’occupazione. La mancata firma sarebbe legata alla pretesa del Comune che l’intera differenza chilometrica tra l’attuale servizio e quello previsto dal nuovo piano venga coperta integralmente dalla Regione. Una richiesta inaccettabile, che ignora deliberatamente come la Regione Basilicata, in applicazione della legge regionale n. 13 del 2008, riconosca già il 50% del corrispettivo del TPL, pari a 3.500.000 euro solo per Potenza. È evidente il tentativo del Comune di Potenza di fare cassa sulla pelle del trasporto pubblico, minacciando tagli ai servizi e alimentando tensioni istituzionali. Un comportamento irresponsabile e profondamente ingiusto, che colpisce i lavoratori del settore, i pendolari e l’intera comunità lucana. Come organizzazioni sindacali non accetteremo che il trasporto pubblico e i diritti dei lavoratori vengano utilizzati come arma politica. Pretendiamo responsabilità, atti concreti e la immediata sottoscrizione del contratto di servizio, per garantire continuità occupazionale, qualità del servizio e rispetto verso i cittadini."

[maryzirpoli]

Sezione: L'Eco di Potenza / Data: Ven 23 gennaio 2026 alle 17:58
Autore: Red TTP / Twitter: @tuttopotenza
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