Le parole di Pietro De Giorgio nel post gara contro il Latina non sono soltanto il commento a una vittoria pesante conquistata nel finale. Sono, piuttosto, un messaggio chiaro e diretto sulle condizioni del terreno di gioco del Stadio "Domenico Francioni".

Il tecnico del Potenza ha parlato di “campo pessimo” e di partita “maschia, brutta, dove non si poteva giocare”. Parole che pesano e che suonano come una critica nemmeno troppo velata allo stato del manto erboso del Francioni, uno stadio in erba naturale che, nel periodo invernale, va fisiologicamente incontro a una sofferenza accentuata. Pioggia, freddo, umidità e utilizzo frequente finiscono per trasformare il terreno in una superficie pesante, irregolare, più adatta alla battaglia che al gioco tecnico.

Ed è proprio questo l’aspetto che preoccupa maggiormente. Perché su quel campo il Potenza tornerà a giocarsi un pezzo della propria storia: il ritorno della finale di Coppa Italia Serie C, in programma il 1° aprile. Una sfida che vale una stagione, forse molto di più. E affrontarla su un terreno in condizioni precarie rappresenterebbe un’incognita ulteriore, soprattutto per una squadra che, quando può, ama costruire e palleggiare.

De Giorgio, pur senza alzare i toni, ha fatto capire quanto le condizioni del campo abbiano inciso anche sulle sue scelte, come quella di lasciare inizialmente in panchina Felippe per optare su un centrocampo di peso e fisicità. Una decisione tattica figlia del contesto, più che della volontà di rinunciare alla qualità.

C’è ancora qualche settimana prima dell’appuntamento del 1° aprile. L’auspicio, per il bene di tutti, è che si possa intervenire per migliorare le condizioni del manto erboso, restituendo alla partita che assegnerà un trofeo così importante una cornice all’altezza. 

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 22 febbraio 2026 alle 16:10
Autore: Marco Laguardia
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