Tre partite, duecentosettanta minuti, un solo punto di distacco e un obiettivo comune. Siracusa e Reggina sono destinate a contendersi il titolo del girone I di Serie D fino all’ultimo secondo. Questo dice la classifica oggi, questo rivela il cammino recente delle due compagini. Ieri la capolista ha riposato forzatamente (avrebbe dovuto affrontare l’Akragas), permettendo agli amaranto – vittoriosi per 3-1 contro la Nissa – di accorciare da -4 a -1. La vetta rimane appannaggio degli aretusei, che hanno il destino nelle loro mani: se le vinceranno tutte, nessuno potrà togliergli lo scettro. Barillà e compagni, invece, oltre che vincere devono anche sperare in un passo falso della diretta concorrente.
Ma quali ostacoli riserva il futuro prossimo, per le due compagini? Quali sono le avversarie che incroceranno il loro cammino e hanno ancora obiettivi da raggiungere? Perché, prima ancora che il valore, a contare saranno le motivazioni, come avviene spesso nei finali di stagione.
Partiamo dal Siracusa, che – escluso lo scivolone di Acireale – ha sempre vinto nel 2025. Nessun pari, esattamente undici successi, di cui gli ultimi cinque di fila. In casa, tra l’altro, solo uno stop – contro il Sambiase – poi solo vittorie su vittorie. E due delle tre gare restanti le giocherà proprio in casa. La prima, giovedì, contro il Paternò, ancora in corsa per i playoff, tuttavia molto lontani. Sono sette i punti di distacco dalla 5ª, la Vibonese, che però giovedì riposerà. Insomma, i catanesi – seppur le speranze siano minime – non hanno terminato il proprio campionato e vogliono provare a giocarsela fino alla fine. Stesso discorso anche per la Vibonese, che sarà ospitata dal Siracusa domenica 27, alla penultima. La squadra rossoblu non è certa di disputare i playoff, ancora, per via di un +6 sulla Nissa. La prossima riposerà, però, e le inseguitrici potrebbero accorciare. In caso di sconfitta di Nissa e Paternò giovedì, però, le distanze resterebbero di +6; significa che la Vibonese avrebbe la certezza di disputare i playoff con due gare d’anticipo, andando a Siracusa tranquilla e senza più obiettivi. Nell’ultima sfida, poi, gli aretusei andranno a Barcellona, in casa di una Igea Virtus che probabilmente avrà già ottenuto la salvezza visto il +8 di oggi sulla zona calda.
Diverso il cammino della Reggina, che affronterà tre squadre in lotta per la salvezza. La squadra di Trocini, che dopo la sconfitta con il Siracusa non ha mai perso, vincendo ben otto gare di fila, giovedì sarà di scena a Locri, in casa dell’ultima in classifica. La squadra jonica rischia la retrocessione e, pur provando a vendere cara la pelle, è evidente sia tecnicamente inferiore a Barillà e compagni. L’undici amaranto, poi, tornerà al Granillo per affrontare il Castrumfavara, che ad oggi disputerebbe i playout, due punti dietro la Sancataldese. Quest’ultima che sarà l’ultima avversaria affrontata dalla Reggina. Non sappiamo se il 4 maggio sarà già certa della salvezza diretta. Nel caso in cui mantenga il +2 sui playout, è evidente che dovrà giocare alla morte per evitare brutte sorprese.
In termini assoluti, ovvero di valore delle avversarie, è sicuramente più impegnativo il calendario del Siracusa, che affronterà soprattutto Paternò (con cui all’andata ha pareggiato) e Vibonese, sempre ostica. Se però parliamo di obiettivi concreti e motivazioni, è la Reggina ad avere il calendario più impegnativo, in quanto andrà ad affrontare tutte squadre ancora in lotta per la salvezza, a dispetto di una capolista invece un po’ più “tranquilla” da questo punto di vista.
Autore: Redazione
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