È stato il primo ad essere definito il nuovo Cassano. Perché in effetti Nicola Strambelli ha più di un punto di contatto con Fantantonio. È barese purosangue, è un fantasista dotato di estro e colpi ad effetto, è esploso nel settore giovanile biancorosso promettendo grandi imprese.
Strana, però, la sua carriera: con i galletti debuttò nel 2006-07 segnando anche la sua prima rete in B, nel torneo successivo è stato spesso schierato tra i titolari da Antonio Conte: quindi, una dura gavetta passando da Andria, Taranto e Noicattaro per poi rientrare tra i galletti ed esordire in A nel 2010-11. Non gli bastò una grande prestazione contro la Roma per conquistare fiducia: ripartì addirittura dall’Eccellenza a Monopoli, ripassò dalla Fidelis Andria per riprendersi la C che poi ha disputato anche con le maglie di Matera, Potenza e Reggina.
Ora è a Lecco, a vivere la sua prima avventura al Nord. Con il Bari, però, sempre nel cuore e con vaste conoscenze del Potenza (16 presenze ed una rete nella scorsa stagione) che gli permettono di presentare al meglio il derby appulo-lucano in programma domenica prossima alle 17.30, al San Nicola.

Nicola Strambelli, ha giocato a lungo in serie C: che effetto fa vedere Bari-Potenza in questo contesto?
«Amo il Bari e l’ho sempre vissuto da tifoso e calciatore nei più grandi palcoscenici. La C fa male, ma è un passaggio necessario in un progetto che porterà ad una veloce risalita. In tal senso, però bisognerà inquadrare la sfida al Potenza per come la descrive la classifica: uno scontro diretto che non si può fallire».

Come valuta il percorso delle due formazioni?
«La serie C è una categoria infernale: temevo che il Bari rischiasse di non dominare il torneo. Ma la squadra sta trovando la sua quadratura e alla lunga emergerà. Il Potenza fin dallo scorso anno aveva gettato le basi per costruire un complesso ambizioso ed ora si sta affermando in un girone complicatissimo».

Ritiene che entrambe lotteranno fino in fondo per la promozione?
«Il Bari sicuramente. Sono convinto che i biancorossi, affinando l’intesa e magari con qualche ritocco sul mercato, giocheranno un girone di ritorno a marce altissime fino a contendere il primato alla Reggina. Il Potenza approderà ai playoff: da lì in poi, sognare non sarà vietato».

Quali sono gli aspetti positivi e negativi del suo passaggio in biancorosso ed in rossoblu?
«Il Bari mi ha lasciato sulla pelle emozioni incancellabili. Aver lavorato con Antonio Conte, i brividi del San Nicola. L’accostamento con Cassano? No, Antonio è unico. Al Potenza sono grato perché lo scorso anno ha puntato con decisione su di me: è una società ben strutturata, con un futuro assicurato. Sono rimasto solo sei mesi perché a gennaio è arrivata la proposta della Reggina e non potevo rifiutare».

Il Bari sta adottando il modulo con il trequartista: proprio non servirebbe uno come Strambelli?
«In realtà, la stagione passata c’è stato un approccio per tornare, ma il discorso non si è concretizzato. Il trequartista è il mio ruolo, ma per il Bari giocherei in qualunque posizione. Vestire ancora quella maglia non è un sogno, ma il mio obiettivo».

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 07 dicembre 2019 alle 00:33 / Fonte: Gazzetta Del Mezzogiorno.
Autore: Redazione TuttoPotenza / Twitter: @tuttopotenza
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