Il Potenza perde per 0-1 in casa contro la Ternana.
Brutta battuta d'arresto per i rossoblù che, dopo il clamoroso tonfo della Reggina a Cava, non approfittano per accorciare in classifica.
Ternana sicuramente superiore per quanto visto, le Fere possono contare su una rosa davvero molto vasta e competitiva per la categoria.
Potenza meno bello del solito, poco reattivo e veramente troppo sciupone... Nonostante più di qualche occasione avuta, la leziosità e la poca lucidità negli ultimi metri hanno prevalso.
Il gol di Vantaggiato all'87’ è una doccia fredda, tuttavia, la Ternana ha meritato indubbiamente di portare i tre punti a casa.
D'altronde, giocando contro una squadra che può contare su ricambi di ben altre categorie,  le cose non possono che mettersi sul binario sbagliato se non si concretizza ciò che faticosamente si riesce a creare.
Ma tralasciando il risultato ormai acquisito del rettangolo verde e senza voler condannare questi ragazzi per una sconfitta contro una squadra costruita per primeggiare, quali possono essere le cause di questo passo indietro rispetto alle altre gare?

Oltre alla grande prestazione degli ospiti, non sarà che in settimana si è parlato troppo di vicende esterne e poco della partita?

Al momento, purtroppo, il Potenza si ritrova in un limbo nel quale l'incertezza sul futuro è più che mai evidente e la vicenda stadio rappresenta una forte distrazione per tutto l'ambiente.
Dalla conferenza stampa del presidente Caiata è emerso come ci sia tutta l'intenzione di continuare a portare avanti questo progetto, coadiuvato da una struttura all'avanguardia collocata nella tanto agognata Ex Cip Zoo.
Sicuramente è l'unica area plausibile per la costruzione di un nuovo stadio, in piena città e vicino al parco fluviale del Basento, senz'altro uno dei punti più suggestivi del capoluogo.
Ben venga anche la costruzione dell'eventuale centro commerciale, al fine di evitare il "solito" esodo del fine settimana nel salernitano... Nulla contro la zona citata, semplice osservazione da cittadino che tiene alle sorti della propria città.
Pur rispettando l'opinione di tutti, è davvero inconcepibile come in questa città non ci si entusiasmi di fronte ad eventuali interessi di privati pronti ad investire sul territorio... Non c'è lavoro, l'emorragia di giovani pronti a fare fortuna altrove è inarrestabile eppure la voglia di realizzare l'ennesimo parco da lasciare all'incuria è più forte di qualsiasi ragione.
Certo, non saranno 400 posti di lavoro circa a risolvere il problema della disoccupazione in città, ma è pur sempre meglio del nulla cosmico che regna sovrano da anni.
Ma la cosa davvero divertente in questa vicenda è che, nonostante un dibattito sempre acceso tra le varie fazioni, la zona in questione è ferma in quello stato da tempo immemore!
Il problema di questa città d'altronde è sempre stato questo: TROPPI PARLANO, POCHI AGISCONO!
La voglia di contestare per il solo gusto di farlo, la critica quasi sempre distruttiva e mai costruttiva con annessa elasticità mentale del 900'.
Quella del parco, della Lions Arena o più semplicemente di una vecchia suinicola della discordia è semplicemente l'ennesima dimostrazione della mentalità provinciale di molti, abituati a non guardare mai i risvolti positivi delle cose, poco propensi al cambiamento che porta le grandi città a crescere.
Con la nomina di Potenza a Città Europea dello Sport 2021, l'occasione è troppo ghiotta per lasciarsi scappare l'ennesima opportunità di crescita del territorio.
Che il calcio e lo sport in generale siano il traino per la rinascita della città, si faccia tutto ciò che è necessario affinché il capoluogo di regione possa dotarsi di strutture in grado di essere d'esempio per l'intera regione.
In definitiva, si ponga attenzione massima al campo da qui al resto della stagione, si faccia tutto ciò che è possibile per dare luce a questo progetto "Lions Arena" solo nel momento in cui si saranno definite tutte le questioni ... Prima di allora saranno solo le "solite" chiacchiere nocive per ambiente e squadra!

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 13 gennaio 2020 alle 09:19
Autore: Mario Pesarini
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